Ross Edgley

Londra, 5 novembre 2018 - Come tutti i profeti, Ross Edgley ha una missione. Non sono i soldi e neppure la fama, assicura. Piuttosto lui agisce per conto nostro, per convincerci ad abbandonare le nostre sicurezze, la cosiddetta comfort zone, e imparare così a raggiungere i risultati che vogliamo. Il primo giugno scorso Ross, partendo da Margate, un paese del Kent, si era dato un traguardo impegnativo. ‘Circumnavigare’ la Gran Bretagna, più o meno 2865 chilometri. A nuoto

E ieri ci è riuscito, toccando terra, dopo 156 giorni in acqua, nello stesso luogo da cui era partito. Ad accompagnarlo, alle 9 di mattina, sbracciando accanto a lui nel mare novembrino del canale della Manica, trecento adepti del tormento fisico, che però si sono limitati ad affiancarlo nell’ultimo miglio, perché imitarlo va bene ma ripeterne le gesta è altra questione.
 
Una simile fatica di Ercole ha richiesto un accurato allenamento e una altrettanto accurata pianificazione. Per compiere la sua impresa e battere le onde, il freddo, le meduse e la prostrazione, Edgley ha nuotato almeno dodici ore al giorno, dormendo sul catamarano di appoggio che lo seguiva. Al settantaquattresimo dei suoi 156 giorni ha battuto il record della più lunga nuotata assistita continuativa e poi ha aggiunto a quel record altri 82 giorni. 
 
Fisico massiccio da culturista, il buon Ross aveva programmato di consumare al giorno tante calorie quante quelle fornite da cinque pranzi di Natale. Secondo i suoi calcoli durante la circumnavigazione, oltre a tutto il resto, ha mangiato 500 banane decorate con frasi di incoraggiamento. 
Sponsorizzatissimo, con tanto di sito e racconto video della traversata, Edgley non è nuovo a imprese ai limiti delle possibilità umane. Nel suo personale palmares conta anche l’ascensione dell’Everest e una nuotata di 100 chilometri nel Mar dei Caraibi, che, dopo l’impresa di ieri, va derubricata a seduta di riscaldamento. 
Seguendo la linea della costa dell’isola britannica, infatti, Edgley ha percorso una distanza equivalente a 85 traversate della Manica. Durante il percorso, affrontato in senso orario, è rimasto cinque mesi in mare, e ha dovuto affrontare forti correnti, mare agitato e temporali, senza mai toccare terra.