Roberto Pazzi

LA NOTIZIA ha inevitabili contorni tragicomici, tanto appare surreale. Gli assassini dell’Isis, contravvenendo il Corano che nega la decapitazione delle donne, hanno ucciso due sciite tagliando loro la testa. La motivazione ? Erano streghe. Donne cioè dedite alla magia nera, segrete colleghe e allieve del diavolo insomma, quello spirito del Male che visita i sacri testi di tutte e tre le religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islamismo.

Il mondo si chiede che ora della Storia sia, di fronte alla rinnovata barbarie che non si arresta nemmeno davanti alla femminilità, un valore che aveva ottenuto in tante esecuzioni qualche forma di rispetto. Perché spesso la pietas degli auto da fè, nei roghi contro circa sei milioni di streghe che furono fatte fuori da noi, in nome di Cristo, concedeva al boia lo strangolamento prima del fuoco.

TORNA a battere il tempo l’orologio che aveva segnato nel nostro Medioevo le ore più cupe davanti ai roghi di donne troppo intelligenti per il loro sesso e subito accusate di mercimonio col principe delle tenebre. «Messere», come lo chiama ne «Il Maestro e Margherita» Michail Bulgakov, dipingendo la notte del Sabba, è sempre stato sensibile al fascino femminile, riscontrandovi una natura più incline a perdersi nei meandri dell’intelligenza, forse in gara col maschio e il suo indiscusso primato.

Non era forse una donna quella Eva che ha rovinato Adamo, cedendo all’invito del serpente, assaggiando il frutto della conoscenza ? Avevamo invece letto del ruolo riservato da Isis alla donna, strumento di piacere del maschio e fattrice di figli, reclusa in casa. Nel machismo di Isis, che tanto affascina le menti più giovani come l’ingegnere della strage di Sousse, leggevamo un sottile disprezzo del «secondo sesso», che pareva metterlo al riparo dagli orrori estremi riservati ai maschi, come la decapitazione col coltello dei macellai. Qualche pazza nostrana c’era anche caduta, correndo a raggiungere le orde di Isis per un restaurato ruolo della donna, custode del focolare, gioia dei sensi del suo uomo-eroe.

In Occidente troppa decadenza dell’angelicata figura, ora persino il matrimonio delle lesbiche. Ecco però questa decapitazione restaurare la piena parità dei sessi, fugando ogni dubbio.