Il Consiglio europeo in videoconferenza (Ansa)
Il Consiglio europeo in videoconferenza (Ansa)

Roma, 25 marzo 2021 - Doccia gelata dell'Unione europea sulle riaperture. Mentre in Italia si guarda avanti e si ragiona se e quando allentare le misure, magari già in aprile, il Consiglio europeo mette le cose in chiaro: "La situazione epidemiologica del Covid resta grave, anche alla luce delle sfide poste dalle varianti", si legge nella bozza di conclusioni della videoconferenza dei leader Ue, tuttora in corso alla presenza anche del premier Mario Draghi. "Le restrizioni, anche per quanto riguarda i viaggi non essenziali, devono quindi essere mantenute per il momento, mentre deve continuare a essere garantito il flusso senza ostacoli di merci e servizi all'interno del mercato unico, anche utilizzando i corridoi verdi". Non a caso ieri Draghi, nel suo intervento al Senato, aveva lasciato intravedere spiragli solo per la riapertura delle scuole, e non prima di Pasqua. 

Vaccini

Tema bollente al Consiglio europeo quello dei vaccini anti Covid. "Sottolineiamo l'importanza della trasparenza e dell'estensione del regime di autorizzazione all'esportazione", recita la bozza.

A quanto filtra, i governi europei restano divisi sulla ridistribuzione delle dosi: difficilmente le posizioni si avvicineranno abbastanza da trovare una quadra, servirà più tempo per decidere quale metodo adottare. Il nodo, a quanto si apprende, sarebbe relativo alle dosi che alcuni Paesi non hanno voluto acquistare. Si cerca di definire una soglia per la redistribuzione di questi farmaci. 

Bruxelles ha sempre insistito per l'allocazione delle dosi in proporzione alla popolazione, ma gli Stati hanno abbandonato la strategia pro-rata e ora devono trovare un accordo.   "I nostri cittadini hanno fame di vaccini - ha detto il presidente dell'Europarlamento David Sassoli nell'intervento che ha aperto il Consiglio  -. Non una sola dose deve essere sprecata o spedita dove non c'è bisogno", ha aggiunto. "Questo non significa rifiutare la solidarietà a quei paesi più colpiti e più bisognosi. Ma anche la solidarietà per essere efficace deve essere equa a selettiva".

Sputnik

La Germania al Consiglio si schiera per dare una chance allo Sputnik V. Berlino è favorevole alla possibilità che la Commissione avvii discussioni con l'azienda che produce il siero, per valutare l'inclusione del vaccino russo nella strategia Ue.  Fermo restando le "imprescindibili valutazioni sulla sicurezza e sull'efficacia" dello Sputnik da parte dell'Agenzia europea del farmaco.