Angela Merkel. Ursula Von der Leyen e Giuseppe Conte (Ansa)
Angela Merkel. Ursula Von der Leyen e Giuseppe Conte (Ansa)

Bruxelles, 10 dicembre 2020 - Recovery Fund: l'Europa trova l'accordo. I capi di Stato e di governo dei 27 hanno superato i veti di Polonia e Ungheria e hanno dato il via libera al piano da 1.800 miliardi di euro che l'Unione ha messo sul tavolo a luglio per fronteggiare i danni della pandemia da coronavirus, la più gigantesca recessione economica della sua storia.

Esulta il premier Giuseppe Conte, per il quale l'accordo definitivo su NextGenerationEU "significa poter sbloccare le ingenti risorse destinate all'Italia: 209 miliardi. Approvato anche il Bilancio pluriennale. Ora avanti tutta con la fase attuativa: dobbiamo solo correre". 

Superato il veto di Polonia e Ungheria

La fumata bianca arriva dopo circa mezz'ora di discussione tra i leader sul contestato meccanismo di tutela dello stato di diritto. Dopo settimane di braccio di ferro e di minacce da parte di Budapest e di Varsavia, è la Germania a mettere sul tavolo una proposta di compromesso che mette tutti d'accordo: l'ok entro l'anno al piano Next Generation EU infatti arriva grazie alla proposta tedesca.
 Il meccanismo di tutela dello stato di diritti rivisto per venire incontro a Polonia e Ungheria "interpreta giuridicamente" il testo base approvato da Consiglio e Parlamento europeo determinando "la sospensione della procedura" contro i Paesi nel mirino della Commissione "finché la Corte di giustizia dell'Ue non si pronuncia" sulla legittimità dello strumento, aveva spiegato ieri una fonte Ue. Una sorta di 'questione di costituzionalità' sollevata però a livello Ue dove la carta fondamentale sono i Trattati. La proposta della presidenza tedesca oggi accettata da Viktor Orban e Mateusz Morawiecki (i primi ministri di Ungheria e Polonia) "non tocca una virgola dell'accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio", ha assicurato la stessa fonte. 

Primi fondi erogati in primavera

Il via libera arriva in tempo utile per rispettare la tabella di marcia: a gennaio entrerà in vigore il nuovo bilancio e il Recovery fund comincerà a erogare fondi dalla primavera. "Ora possiamo cominciare con l'attuazione e la ricostruzione delle nostre economie. Il nostro monumentale pacchetto di ripresa guiderà la transizione verde e digitale", ha esultato il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. 

Il compromesso della Merkel

Mentre cominciavano a diffondersi le minacce di procedere con un Recovery a 25, la presidenza tedesca lavorava dietro le quinte al compromesso, coinvolgendo nella stesura del testo direttamente Varsavia e Budapest. "Abbiamo lavorato molto duramente per rispondere alle preoccupazioni dell'Ungheria e della Polonia e allo stesso tempo per preservare il meccanismo dello stato di diritto", ha detto la cancelliera Merkel, che ha sempre puntato a trovare un'intesa a 27, anche per intestarsi il successo di un'Europa unita piuttosto che battezzare il primo tentativo di un'Unione a più velocità. 

I piani di rilancio

La vera partita per l'Italia e gli altri comincia quindi da oggi. La scommessa è riuscire a utilizzare tutti i fondi a disposizione, preparando un piano di rilancio che la Commissione Ue possa approvare senza emendamenti. "Credo che tutti siano consapevoli dell'importanza di questa partita europea e della necessità che l'Italia, come gli altri Paesi, converga su priorità e modalità di attuazione" del Recovery, ha detto il commissario all'Economia Paolo Gentiloni. "Non ci sono al momento scadenze, c'è solo la necessità di concentrarsi sulle priorità e sui meccanismi attuativi perché sappiamo che una volta stabiliti gli obiettivi bisogna anche avere la capacità di rispettare i tempi e le scadenze concordate", ha ricordato il commissario che dovrà valutare il piano italiano assieme agli altri membri della task force di Bruxelles, cioè la presidente von der Leyen e i vicepresidenti Dombrovskis e Vestager.