Mercoledì 17 Luglio 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Esteri

Raid israeliano sulla Striscia. Distrutto convoglio umanitario, uccisi sette operatori: "Portavano cibo ai profughi"

Le auto della organizzazione Wck colpite da un drone. Netanyahu: "Tragico errore, colpiti degli innocenti". Anche tre inglesi e un americano tra le vittime. E di nuovo a Tel Aviv in migliaia protestano contro il premier.

Raid israeliano sulla Striscia. Distrutto convoglio umanitario, uccisi sette operatori: "Portavano cibo ai profughi"

Raid israeliano sulla Striscia. Distrutto convoglio umanitario, uccisi sette operatori: "Portavano cibo ai profughi"

Li hanno massacrati. Sette operatori umanitari della Ong World Central Kitchen, che da giorni, d’intesa con le forze armate israeliane, distribuivano oltre 170mila pasti al giorno a Gaza, sono stati centrati da tre missili di un drone israeliano dopo che l’esercito di Tel Aviv ha sospettato che a bordo del convoglio si fosse nascosto un palestinese armato. Le vittime sono un’operatrice umanitaria australiana, Lalzawmi ’Zomi’ Framncom, un cuoco polacco, Damian Sobol, 35 anni, un autista palestinese, Saif Issam Abu Tahd, tre inglesi e un palestinese con nazionalità americana e canadese. E non è stato un ’errore’.

Secondo quanto ricostruisce una fonte della sicurezza al quotidiano israeliano Haarez, lo strike è stato deliberato. L’attacco è avvenuto alle 22.43 ora locale di lunedì, subito dopo che tre auto di Wck – due delle quali blindate – e il camion con il quale avevano trasportato aiuti, identificabili da scritte su fiancate e sul tetto, si sono mosse dal deposito di Deir el Balah "lungo una strada in precedenza approvata e coordinata con l’esercito israeliano" e hanno raggiunto Rashid Street. Ad un certo punto, "mentre il convoglio stava percorrendo il percorso approvato – prosegue la ricostruzione di Haaretz – ritenendo che su uno dei veicoli si trovasse un uomo armato, la sala operativa dell’unità responsabile della sicurezza del percorso ha ordinato agli operatori del drone Hermes 45O di attaccare una delle auto con un missile". E infatti.

"Alcuni passeggeri sono stati visti scendere dall’auto dopo che questa era stata colpita e passare a una delle altre due auto. Hanno continuato a guidare per 890 metri e hanno anche informato i responsabili di essere stati aggrediti, ma pochi secondi dopo un altro missile ha colpito la loro auto". E non basta. "La terza macchina del convoglio si è avvicinata e i passeggeri hanno cominciato a trasferirvi i feriti sopravvissuti al secondo attacco, per metterli fuori pericolo. Sono ripartiti ma dopo un chilometro e 560 metri un terzo missile li ha colpiti". E nonostante i giubbotti antiproiettile nessuno è sopravvissuto al triplice attacco diretto.

L’uccisione dei sette operatori umanitari è stata condannata da tutto il mondo, con la richiesta pressante e ineludibile di un’indagine trasparente e immediata da parte di Israele. La Casa Bianca, assieme a molti esponenti europei, si è detta "indignata", mentre Joe Biden ha chiamato direttamente il capo della Wck, per esprimere condoglianze e annunciare che renderà chiaro a Israele che gli operatori umanitari vanno protetti. Sia l’esercito israeliano – che si è addossato la responsabilità dell’attacco – sia il premier Benjamin Netanyahu hanno chiesto scusa e concordato l’avvio di un’inchiesta "ad alto livello" militare, promettendo di rendere pubblici i risultati. "È stato un tragico incidente – ha detto Netanyahu – in cui le nostre forze hanno colpito senza intenzione gente innocente. Siamo in contatto con i governi coinvolti e faremo di tutto per assicurare che questo non accada più". La ricostruzione racconta però non di un incidente causato da un bombardamento di un obiettivo errato ma un’azione intenzionale di un ripetuto bombardamento contro il convoglio umanitario. Potevano fermarlo, hanno preferito ucciderli.

Da notare che anche ieri, per il terzo giorno consecutivo, davanti alla Knesset e all’abitazione del premier decine di migliaia di manifestanti sono tornati a chiedere le sue dimissioni.