Soldati israeliani sul Golan (AFP)
Soldati israeliani sul Golan (AFP)

Beirut, 19 gennaio 2015  - Ci sono un generale dei pasdaran iraniani e altri cinque militari di Teheran tra i 12 morti nel raid nel raid israeliano di domenica in Siria nella zona di Quneitra, sulle alture del Golan. Lo hanno riferito una fonte vicina agli Hezbollah, i miliziani sciiti alleati di Teheran che erano l'obiettivo dell'attacco, e il sito itaniano Dana. 

"Nel raid contro un convoglio di tre auto sono morti sei militanti di Hezbollah e sei militari iraniani, tra cui alcuni ufficiali", ha riferito la fonte del Partito di Dio libanese. Il sito Dana ha spiegato che tra le vittime c'è il generale dei Guardiani della Rivoluzione Mohammad Allahdadi, un ex comandante della brigata Sarollah dei Pasdaran, rimasto ucciso insieme al figlio del defunto capo militare degli Hezbollah, Imad Moughniyah, e ad altri tre che viaggiavano nella stessa auto. 

HEZBOLLAH: VENDETTA  - Diversi esponenti di Hezbollah hanno promesso di vendicare l'attacco israeliano di ieri nelle alture del Golan: lo hanno riferito fonti vicine al movimento sciita libanese. Una fonte pro-Hezbollah ha detto al quotidiano di Beirut "A-Safir" che il gruppo valuterà attentamente "le prossime mosse", confermando però che una rappresaglia contro Israele "sarà inevitabile". 

FUNERALI A BEIRUT - Slogan di 'Morte a Israele' e 'Morte all'America' si sono levati oggi dalle migliaia di persone che hanno partecipato nel Sud di Beirut ai funerali di Jihad Mughniyeh, membro delle milizie sciite dell'Hezbollah, ucciso ieri in un raid israeliano sulle alture del Golan siriano. Jihad, 21 anni, era il figlio di Imad Mughniyeh, storico comandante militare degli Hezbollah ucciso nel 2008 a Damasco in un attentato attribuito dai suoi compagni a Israele.

SIRIA: STOP A CESSATE IL FUOCO CON ISRAELE  - Il cessate il fuoco tra la Siria e Israele è crollato e Damasco sta valutando tutte le opzioni per rispondere a qualsiasi atto di aggressione da parte dello Stato ebraico. Lo ha detto il ministro siriano per la Riconciliazione nazionale, Ali Haidar, un giorno dopo che un elicottero israeliano ha sparato due razzi dalle alture del Golan verso il sud della Siria, uccidendo cinque combattenti di Hezbollah, tra cui un comandante di alto rango. "Non è - ha sottolineato Haidar - il primo attacco, ce ne sono stati altri, che approfittano delle circostanze attuali in Siria. Ma dal primo attacco abbiamo detto che la tregua con Israele è crollata e che tutte le opzioni sono aperte". Il motivo dell'attacco di ieri, ha ipotizzato il ministro, potrebbe essere stato il recente discorso del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, il quale aveva dichiarato che il suo gruppo è forte e capace di affrontare Israele. Qualsiasi atto di aggressione di Israele contro obiettivi siriani, ha dichiarato Haidar, sarà considerato atto di aggressione contro "l'asse della resistenza" (Iran, Siria e Hezbollah) e ritorsioni potrebbero arrivare in qualsiasi momento. La Siria, ha sottolineato il ministro, non soltanto affronterà le aggressioni israeliane, ma "si muoverà anche verso la liberazione dei territori occupati da Israele".

CASCHI BLU: VISTI I DRONI DI ISRAELE  - Caschi blu dell'Onu dispiegati sulle alture del Golan, lungo il confine tra la Siria e Israele, hanno visto due droni arrivati dal lato israeliano della frontiera prima e dopo l'attacco di ieri, in cui erano stati uccisi sei combattenti di Hezbollah. Lo ha fatto sapere un portavoce delle Nazioni unite, Farhan Haq, notando che il volo dei droni sopra le alture del Golan ha violato l'accordo sul cessate il fuoco del 1974 tra la Siria e Israele. Hezbollah aveva fatto sapere ieri che un elicottero israeliano aveva lanciato un attacco in Siria, uccidendo quattro combattenti, un comandante del gruppo e il figlio dell'ex leader militare Imad Moughniyah.