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9 mar 2022

Ucraina, le vite sospese tra bombe e cancro

Leopoli, i piccoli pazienti oncologici vengono trasferiti in Polonia. "Non possiamo portarli 4 o 5 volte al giorno nel rifugio dell’ospedale"

9 mar 2022
salvatore garzillo
Esteri
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I piccoli dell’ospedale di Kiev
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I piccoli dell’ospedale di Kiev

Leopoli (Ucraina), 9 marzo 2022 - All’ambulanza scappa un trillo di sirena che spaventa madre e figlia. I suoni improvvisi, oltre che forti, si portano dietro immagini che vogliono dimenticare. Attendono sul vialone che conduce all’ospedale di Lviv assieme ad altre decine di bambini accompagnati per lo più da mamme, i padri sono quasi tutti al fronte o da qualche parte a risolvere i problemi che questa guerra inaspettata ha aggiunto a una vita già complicata. Questi 70 bambini che sgambettano verso i quattro autobus in attesa sono appena usciti dal reparto di pediatria oncologica e stanno per affrontare un lungo viaggio verso la Polonia, una decisione resa necessaria dalla situazione sempre più tesa anche qui nell’ovest, dove nessuno vuol credere alla possibilità di un bombardamento imminente ma dove nessuno può permettersi di sottovalutare i segnali. Prima le sculture in centro avvolte da pluriball, poi le opere d’arte spostate nei bunker, infine la partenza di alcune ambasciate europee. Ora il trasferimento dei bambini in un luogo più sicuro. Mariupol: bombardato ospedale pediatrico. I video choc "Non potevamo continuare a portarli 4-5 volte al giorno nel rifugio dell’ospedale", ci racconta Andriy Kuzik, il chirurgo della pediatria che coordina le operazioni. Non riesce a star fermo un attimo. Conosce ognuno di quei bambini, conosce le loro famiglie, la loro storia personale e clinica. "Una volta in Polonia verranno smistati in diversi ospedali europei, anche in Italia. Ma ne arrivano di continuo, soprattutto dall’est, da città bombardate". Come Alina, seduta in prima fila sul bus assieme alla figlia di appena 2 anni. "Siamo scappate da Kharkiv, mio marito è riuscito ad accompagnarmi ma non potrà seguirci". Esiste una deroga speciale ma può essere ottenuta solo in caso di famiglia numerosa e con un paziente molto grave. La bimba di Alina lo è ma ha ...

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