'Tempi moderni' di e con Charlie Chaplin
'Tempi moderni' di e con Charlie Chaplin
Settimana corta, anzi cortissima. In cambio, però, di due ore in più di lavoro al giorno. Il governo belga sta valutando l’introduzione della settimana lavorativa di 4 giornate, che consentirebbe, sì, un giorno di riposo in più ma allungherebbe l’orario di lavoro a 9 ore e mezza (attualmente sono circa 7 e mezza). La...

Settimana corta, anzi cortissima. In cambio, però, di due ore in più di lavoro al giorno. Il governo belga sta valutando l’introduzione della settimana lavorativa di 4 giornate, che consentirebbe, sì, un giorno di riposo in più ma allungherebbe l’orario di lavoro a 9 ore e mezza (attualmente sono circa 7 e mezza). La proposta è dei liberali di Open-Vld: la misura, dicono, ridurrebbe il rischio di stress e il pendolarismo, con un effetto positivo anche sull’ambiente. La strada, però, è in salita, visto che sia le imprese sia i sindacati sono critici: lavorare quasi 10 ore al giorno non convince. Non è solo una questione di fatica, ma anche di gestione, ad esempio, dei figli a scuola.

Più della quantità conta la qualità dell'impiego - di Roberto Pazzi

Il tema della conciliazione della vita privata con quella professionale è salito prepotentemente alla ribalta con il Covid (e lo smart working ad esso connesso). In passato, tanti sono stati i tentativi di riduzione della settimana, ma quasi tutti – a partire dalle 35 ore in Francia o dal taglio di un’ora al giorno in Islanda – diminuivano l’orario complessivo. Solo alcuni grandi gruppi hanno sperimentato la settimana di quattro giorni: con ottimi risultati nella sede giapponese di Microsoft nel 2019 (ma nel Paese del Sol Levante non c’è un problema di produttività, semmai di stress da lavoro), l’anno scorso nella filiale Unilever in Nuova Zelanda (ma a stipendio invariato) e l’altra settimana, in Spagna, con la multinazionale della moda Desigual. Che, però, ha tagliato i salari. Una sorta di part-time. Il gioco vale la candela? Al singolo l’ardua sentenza.