4 mar 2022

Putin innervosito dalle sanzioni: "Non peggiorate la situazione". Ue: "Sempre più severe"

Colloquio sui corridoi umanitari mentre continua l'avanzata delle truppe russe. Il presidente ucraino: "Dateci no fly zone Nato". Blinken: "Russia mai così isolata, noi mai così uniti"

Roma, 4 marzo 2022 - Diplomazia e sanzioni sono le uniche armi contro Putin in mano all'Europa. Ma per fermare l'invasione russa dell'Ucraina devono essere ferme, e vanno dosate. Infatti Mosca si ritrova isolata e finanziariamente sull'orlo del baratro, e il presidente Vladimir Putin non nasconde il forte fastidio davanti alle sanzioni dell'Occidente: "Io consiglierei di non esacerbare la situazione, non introdurre nessuna restrizione, noi continueremo a rispettare i nostri obblighi". Una velata minaccia? Forse, ma sono questi i mezzi che Bruxelles ha per fermare la guerra: così la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha rilanciato. "Sappiamo che questo conflitto è tutt'altro che finito. Restiamo pronti ad adottare ulteriori misure se Putin non ferma l'invasione".

Vladimir Putin (Ansa)
Vladimir Putin (Ansa)
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Lo 'zar' continua con la sua strategia a doppio schema di sempre, la battaglia e la trattativa. Il terzo round di negoziati tra la Russia e l'Ucraina potrebbe svolgersi nel fine settimana, ha detto oggi Putin al telefono al cancelliere tedesco Olaf Scholz. Si cerca il cessate il fuoco, ma i precedenti due incontri sono arrivati solo all'organizzazione dei corridoi umanitari. Il presidente russo ha espresso la speranza che Kiev abbia una "posizione ragionevole durante il prossimo round di colloqui", riferisce la Tass. Quella che non sembra avere al contrario Putin, che ha ribadito: un'intesa con Kiev è possibile solo "se tutte le richieste russe" vengono soddisfatte. Putin inoltre si trova a fare i conti con una crescente protesta interna, annebbiata da false notizie e soffocata dalle autorità, ma sempre più evidente, tanto da spingere il Cremlino a far appello ai russi affinché "si uniscano intorno" al presidente.

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Bambini e morti

I numeri oscillano ma resta una certezza: la guerra in Ucraina è anche una strage di bambini. A Kharkiv - la seconda città più grande del Paese - continuano i bombardamenti. Solo ieri le autorità hanno contato più di 2.000 morti, fra i quali oltre 100 bambini.

Il 28 febbraio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva denunciato “l’uccisione di 16 bambini ucraini e il ferimento di altri 45 nei bombardamenti russi in soli quattro giorni”. Continuano anche i pesanti bombardamenti su Kharkiv - la seconda città più grande del Paese - dove le autorità hanno contato più di 2.000 morti, fra i quali oltre 100 bambini, solo ieri.

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Zelensky

Se la notte scorsa ci fosse stato un incidente alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, sarebbe stato 6 volte più potente di quello di Chernobyl nel 1986.

Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, in un intervento video ripreso dalla stampa ucraina. “I carristi russi sapevano a cosa stavano sparando, hanno preso di mira direttamente la centrale - ha detto Zelensky -. Questa notte avrebbe potuto essere la fine dell’Europa”. La battaglia attorno alla piu’ grande centrale nucleare d’Europa, ha aggiunto il presidente, rappresenta “un livello senza precedenti di terrore”. 
Zelensky ha anche ribadito il suo appello per una no-fly zone della Nato sull’Ucraina: “Una chiusura immediata dei cieli sull’Ucraina è necessaria”. Ma gli Stati Uniti hanno finora escluso di poter utilizzare militari per la creazione di una no-fly-zone, una decisione che implicherebbe l’inizio di un conflitto diretto fra Usa e Russia. 

"Oggi vedremo se l’accordo sui corridoi umanitari funziona”, ha poi aggiunto, riferendosi all’intesa raggiunta ieri nei colloqui tra le delegazioni russe ed ucraini per creare corridoi umanitari che permettano ai civili di lasciare le zone di combattimento. “La capitale Kiev rimane l’obiettivo principale degli occupanti, ma non ci faremo piegare”.

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Putin

“Non abbiamo cattive intenzioni verso i Paesi confinanti. E io consiglierei di non esacerbare la situazione, non introdurre nessuna restrizione, noi continueremo a rispettare i nostri obblighi”. E’ quanto ha detto Vladimir Putin, in un suo discorso trasmesso dalla televisione russa, tornando a difendere l’attacco all’Ucraina come un’azione difensiva, una risposta “ad azioni negative di altri Paesi verso la Russia”. “Credo che ognuno debba pensare a come normalizzare la situazione - ha concluso il presidente russo- e cooperare normalmente”. 

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Le sanzioni

Rispetto alle misure a sostegno dell’Ucraina l’eurodeputato di Renew Europe ed ex premier belga Guy Verhofstadt ritiene che tutto il sistema finanziario russo vada escluso dal circuito di pagamenti internazionale Swift, che l’Ue debba decidere un embargo totale di gas e petrolio russo e che all’Ucraina vadano forniti anche arei da caccia. "La brutale aggressione di Putin e del suo regime autocratico va oltre le parole - ha detto Verhofstadt incontrando la stampa a margine del Summit delle Regioni e delle città a Marsiglia -. I bombardamenti di civili sono forse i più devastanti, quindi penso che abbiamo bisogno di fare di più: prima di tutto le sanzioni devono essere complete. Oggi sull’esclusione dallo Swift il 70% delle banche in Russia non è coinvolta": "L’esclusione del sistema finanziario russo dallo Swift deve essere globale. Lo stesso vale per il gas e il petrolio: dobbiamo fare un embargo, un divieto sulle importazioni - ha aggiunto -. Sarà difficile per noi, lo so, ma sarà necessario soffrire se vogliamo aiutare il popolo ucraino".

Ue: nuove severe sanzioni

Ursula von der Leyen, in una dichiarazione alla stampa congiunta con il segretario di Stato Usa Antony Blinken, ha dichiarato: "Siamo pronti a nuove severe sanzioni, se Putin non ferma e inverte la rotta della guerra che ha scatenato". Blinken è a Bruxelles per le riunioni della Nato e del Consiglio Esteri dell'Ue. "La visita in Europa di Blinken illustra quanto vicine siano le relazioni fra Usa ed Europa nella risposta all'aggressione russa all'Ucraina: abbiamo deciso e dispiegato sanzioni in tempo record, sanzioni che mostrano la determinazione di fermare la guerra di Putin", ha aggiunto von der Leyen.  

Sanzioni che stanno già egendo sull'economia russa, come fa notare la presidente della Commissione Ue : "La Banca centrale russa non può più prendere misure per difendere il valore del rublo, che sta precipitando, e ha dovuto portare i tassi d'interesse al 20%. L'inflazione continua a salire e la borsa a Mosca resta chiusa dall'inizio di questa settimana. Una dopo l'altra le società dell'Occidente stanno fermando produzione, investimenti e vendite in Russia. E la cooperazione europea con gli Usa è al cuore di questa risposta, e ha messo insieme un numero sempre crescente di paesi che hanno adottato sanzioni simili", con la partecipazione anche di Canada e Regno Unito, Norvegia, Svizzera, Australia. "Più di 40 paesi sono parzialmente o completamente allineati alle nostre sanzioni, e questa è la testimonianza della determinazione della comunità internazionale di respingere questa invasione". "Ben 141 paesi all'Assemblea generale dell'Onu, una maggioranza schiacciante, hanno condannato la brutale invasione dell'Ucraina da parte della Russia, e solo quattro paesi di 193 hanno fiancheggiato la Russia".  

La von der Leyen ha sottolineato: "Il presidente Putin è sempre più isolato nella comunità internazionale, ma di fronte alle proteste del mondo il suo esercito continua con i bombardamenti e gli attacchi missilistici, e gli attacchi ai civili vanno intensificandosi. L'Unione europea e gli Usa continueranno a restare al fianco dell'Ucraina, del suo coraggioso popolo e dei suoi leader determinati".  Infine, la presidente della Commissione ha ricordato che "l'Unione Europea ha attivato per la prima volta la direttiva per la protezione temporanea dei rifugiati" che arrivano dalle frontiere con l'Ucraina.

Blinken: Russia mai così isolata

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha garantito che Usa e Ue continueranno ad "alzare il costo" delle sanzioni per Mosca, ma non "cercheranno mai il conflitto con la Russia". Per Blinken: "La stabilità dell'Europa è in bilico, la pace è stata messa in pericolo dall'invasione russa". E "Siamo rammaricati che decine di milioni di russi soffrano a causa delle pericolose decisioni prese da una ristretta cerchia di leader corrotti", ha aggiunto. Secondo detto il segretario di Stato Usa: "La Russia non è mai stata così isolata, noi non siamo mai stati così uniti". "Continueremo a ribadire al Cremlino che se non cambia il corso delle sue azioni, sarà sempre più isolato", ha ribadito invitando tutti i Paesi a fare pressioni su Mosca. Blinken poi ha ribadito l'opposizione alla no-fly zone in Ucraina da parte della Nato: "Abbiamo la responsabilità di assicurarci che la guerra non si estenda oltre l'Ucraina... l'unico modo per imporre una no-fly zone è far volare gli aerei nello spazio aereo ucraino e abbattere gli aerei russi".

Ucraina: No fly zone

“Gran parte dei crimini di guerra di Putin in Ucraina sono compiuti dal cielo, i missili e gli aerei russi stanno deliberatamente distruggendo i centri storici delle grandi città”. Lo ha detto il ministro della Cultura ucraino, Oleksandr Tkachenko ribadendo la richiesta della no fly zone sull’Ucraina. “Un dittatore matto sta minacciando di distruggere la cattedrale di Santa Sophia a Kiev, una chiesa costruita nell'11esimo secolo”, ha aggiunto, sottolineando che è patrimonio dell’Unesco. “Centinaia di vittime innocenti, la totale distruzione delle chiese, cattedrali e musei, questo è il prezzo che paghiamo per il fatto che i cieli sono ancora aperti sull’Ucraina”, ha aggiunto Tkachenko. In particolare, poi viene indicato come a Kharkiv, sia stata bombardata la cattedrale dell’Assunzione - “dove la gente si stava riparando” - e gli edifici dell’Università nazionale di arte e dell’Accademia di cultura. A Ivankov, nei pressi di 
Kiev, è stato bombardato il museo di Maria Pryimachenko, artista famosa in tutto il mondo e ammirata da Picasso. Danneggiata dagli “occupanti” anche l’Accademia statale di arte decorativa e design di Kiev. “Il mondo deve fermare questo”, conclude il comunicato del ministero della Cultura, ricordando che “i cittadini ucraini fermano i tank russi con le mani nude: i missili e gli aerei russi continuano vigliaccamente a bombardare le nostre belle e pacifiche città”. 

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