Vladimir Putin
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Roma, 11 marzo 2021 - La corsa ai vaccini si è trasformata in un grande gioco geopolitico che potrebbe ridisegnare i perimetri del mondo post pandemia. Protagonisti del risiko Cina, Russia, Stati Uniti, India, Turchia, Israele ed Europa. Con una differenza. Gli altri Paesi sono consapevoli della valenza politica delle vaccinazioni, mentre l’Europa ha applicato anche ai vaccini le sue regole severe e oggi si trova in svantaggio. David Ellwood, già docente di relazioni internazionali all’Università di Bologna, ha scritto un articolo sulla rivista del Mulino per riunire i fili di questo gomitolo. La Danimarca sospende il vaccino Astrazeneca Professor Ellwood, davvero il vaccino è un’arma politica? "Per ora è un’arma potente. Ma potrebbe essere effimera. Ci sono oltre 200 vaccini che si stanno sviluppando nel mondo, il vantaggio è temporaneo e per ora chi...

Roma, 11 marzo 2021 - La corsa ai vaccini si è trasformata in un grande gioco geopolitico che potrebbe ridisegnare i perimetri del mondo post pandemia. Protagonisti del risiko Cina, Russia, Stati Uniti, India, Turchia, Israele ed Europa. Con una differenza. Gli altri Paesi sono consapevoli della valenza politica delle vaccinazioni, mentre l’Europa ha applicato anche ai vaccini le sue regole severe e oggi si trova in svantaggio. David Ellwood, già docente di relazioni internazionali all’Università di Bologna, ha scritto un articolo sulla rivista del Mulino per riunire i fili di questo gomitolo.

La Danimarca sospende il vaccino Astrazeneca

Professor Ellwood, davvero il vaccino è un’arma politica?

"Per ora è un’arma potente. Ma potrebbe essere effimera. Ci sono oltre 200 vaccini che si stanno sviluppando nel mondo, il vantaggio è temporaneo e per ora chi fa valere il suo prodotto e la sua presenza guadagna".

Il Paese più attento alla valenza politica dei vaccini è la Cina?

"Le strategie di soft power della Cina sono infinitamente più grandi del virus. La Silk Belt raggiunge ogni parte della terra. Prima era dominata dalle questioni culturali, ora dai vaccini Sinopharm. Li fanno arrivare ovunque, hanno costruito una catena logistica con aerei, magazzini e camion e li hanno portati ad esempio in Pakistan in contrapposizione all’India. Ora l’Oms spinge per garantire i vaccini ai Paesi in via di sviluppo e all’Africa e la Cina è pronta. Pare che in febbraio siano arrivate in Etiopia un milione di dosi cinesi".

Anche l’India con la sua versione dell’AstraZeneca interviene in questo risiko?

"Certo. Verso i vicini in primo luogo. C’è una contrapposizione con la Cina. Prima del golpe
in Myanmar Aung San Suu Kyi aveva approvato l’uso del vaccino AstraZeneca indiano per non soccombere alle pressioni cinesi".

Come si muovono i russi?

"Per la prima volta i russi hanno qualcosa da esportare e Mosca fa mosse propagandistiche. Ha offerto i suoi vaccini ai diplomatici stranieri. L’ambasciatore italiano li ha accettati, americani e britannici hanno fatto arrivare i vaccini da casa".

Su quali Paesi europei si focalizzano Russia e Cina?

"Giocano sull’opportunismo e sul fatto che l’Europa ha potuto inviare poche dosi. I Balcani sono un terreno di conquista, dove si gioca una lotta per l’influenza fra arabi, Turchia, Russia, Unione Europea e ora i cinesi. I serbi offrono ai loro cittadini vaccini russi, cinesi ed europei: giocano con i vari contendenti".

Ma cosa pensano di ricavare russi e cinesi?

"La Cina è quella con la strategia piu a lungo termine: vuole arrivare al cuore dell’Europa. Ha comprato anche un porto vicino ad Atene. Non lascia spazio".

Biden che dice ’prima gli americani’ sbaglia strategia in Europa?

"Ogni capo di Stato deve pensare ai suoi cittadini. Draghi ha fatto benissimo a bloccare l’export di dosi verso l’Australia. L’America guarda dentro di sé e ha molte zone dove la vaccinazione è in ritardo".

Ma la democratica Europa non ha forza?

"È la prima volta che la Ue deve comprare su grande scala un prodotto. Ha pressato molto le aziende per avere velocità e sicurezza ma questi requisiti sono entrati in conflitto".

Perché Bruxelles blocca il vaccino Sputnik?

"L’Europa ha procedure lunghe e laboriose di produzione e verifica dei vaccini che prevedono anche l’ispezione delle fabbriche. Ed è partita in ritardo. Ma non credo che escluderà in modo definitivo i russi".

Però una certa diffidenza si nota.

"La diffidenza fa parte della generale confusione del momento. Però gli inglesi sono partiti in
quarta: Lancet ha ìscritto che lo Sputnik è efficace al 91,6 %".

La Germania e la presidente della Commissione von der Leyen hanno pregiudizi nei riguardi dello Sputnik?

"Non credo. Peraltro la von der Leyen è una protégée della Merkel, che sta facendo di tutto per ripacificare i rapporti Ue-Russia. Detto questo, non capisco perché le autorità mediche europee abbiano cominciato le lunghe procedure di controllo dello Sputnik solo una settimana fa".

Sembra che Cina e Russia siano più interessate ad esportare i vaccini che a farli in casa.

"Certo. Gran parte della popolazione russa non si fida. E poi la concorrenza è forte e ognuno cerca di guadagnare punti. Il soft power è la forza dell’esempio. E oggi l’esempio è disponibilità, efficacia e successo della campagna vaccinale".