Russia's President Vladimir Putin makes his New Year's address to the nation in Moscow's Kremlin, December 31, 2015.  / AFP / SPUTNIK / ALEXEY DRUZHININ
Russia's President Vladimir Putin makes his New Year's address to the nation in Moscow's Kremlin, December 31, 2015. / AFP / SPUTNIK / ALEXEY DRUZHININ

Mosca, 1 gennaio 2016 - Il presidente russo Vladimir Putin firma  la nuova 'strategia di sicurezza nazionale', dalla quale emerge, un po' a sorpresa, che la vera minaccia per Mosca è l'espansione della Nato. In particolare si tratta di una minaccia "per la sicurezza nazionale".
Il documento viene aggiornato ogni sei anni e indirizza la politica estera del Paese. Secondo quanto si legge, l'aumento delle truppe Nato ai confini della Russia è definito "una violazione delle norme che regolano il diritto internazionale".

L'ISIS - Sempre nel piano di strategia nazionale russo si legge poi che "la nascita di un'organizzazione terroristica che si è autoproclamata Stato Islamico e il rafforzamento della sua influenza sono il risultato di una politica dai 'doppi standard' che alcuni paesi stanno conducendo nella lotta contro il terrorismo".

ACCORDO UE-KIEV - Ma ci sono altri due provvedimenti legati alle crisi politiche più acute che hanno segnato il 2015: quella con l'Ucraina e, più recente, quella con la Turchia innescata dall'abbattimento del jet di Mosca al confine con la Siria. Oggi entra in vigore la parte commerciale dell'accordo di associazione tra l'Ucraina e l'Ue, e contemporaneamente l'embargo di Mosca su diversi prodotti agricoli turchi, nonché la chiusura di alcuni settori economici russi alle imprese di Ankara. 
La parte politica dell'accordo Ucraina-Ue era entrata in vigore a novembre del 2014, dopo la firma avvenuta a giugno. A novembre del 2013 il rifiuto di firmare l'accordo dell'allora presidente ucraino, il filo-russo Viktor Yanukovich, pressato da Mosca, fece esplodere la crisi nel Paese. Un movimento di protesta sostenuto dagli Usa e dall'Occidente costrinse Yanukovic a lasciare il potere, la Russia rispose invadendo la Crimea e scatenando così il conflitto nelle regioni ucraine sud-orientali.
L'applicazione dell'accordo per la creazione di un'area di libero commercio tra l'Ue e l'Ucraina è una pietra miliare nelle relazioni bilaterali di entrambe le parti, perché offre benefici economici agli uni e agli altri, si legge in un comunicato della Commissione Ue. I prodotti ucraini avranno accesso stabile e preferenziale al maggior mercato del mondo, quello europeo, con 500 milioni di consumatori, aggiunge la nota.
I Paesi comunitari beneficeranno di un più facile accesso al mercato ucraino (45 milioni di persone). I cittadini ucraini avranno un migliore accesso ai prodotti di alta qualità e i dazi di importazione saranno più bassi, si legge ancora. 
L'incidente del caccia russo abbattuto dalla Turchia, avvenuto il 24 novembre, ha sconvolto le proficue relazioni tra Mosca e Ankara, e tra i due presidenti Vladimir Putin e Tayyip Erdogan. La tensione e le reciproche accuse tra i due Paesi è salita vertiginosamente fino a quando, il primo dicembre, Putin ha emesso un decreto che vieta, a partire da oggi, le importazioni alimentari (in particolare verdura, frutta, fiori, carne) e sospende inoltre il regime di visti liberi con la Turchia.