Roma, 20 dicembre 2018 - Mosca, 20 dicembre 2018 - “Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare”. Una dichiarazione forte, uscita dalla conferenza stampa del presidente russo Vladimir Putin. Lo Zar ha sottolineato come “lo sfacelo del sistema di deterrenza internazionale”, acuito dalla decisione degli Usa di uscire dal trattato Inf, “aumenta l’incertezza: se arriveranno i missili in Europa - avverte - l’Occidente non squittisca se noi reagiremo”. 

ECONOMIA. Sono allo studio “grandi progetti” per garantire alla Russia un balzo in avanti sulle innovazioni tecnologiche e per promuovere il benessere nella popolazione. “Nei primi 10 mesi dell’anno il Pil russo ha segnato il +1,7%“. Così ha esordito Putin nell’incontro di fine anno con i rappresentanti dei media, a Mosca. “La produzione industriale è salita del 2,9% e prevediamo di arrivare al 3%, i redditi reali sono cresciuti dello 0,5% e che le retribuzioni sono salite del 7%“. Tra i dati messi in rilievo, il calo della disoccupazione, scesa dal 5,2 al 4,8 per cento in un anno. La Russia esce da un difficile periodo per la sua economia, che ha sofferto di una lunga fase di stagnazione dovuta al calo del prezzo del petrolio, dalle cui esportazioni dipendente fortemente, cui si sono aggiunti gli effetti del crollo del valore del rublo e delle sanzioni occidentali. 

WELFARE. La popolarità di Putin è scesa dopo una recente riforma che prevede il graduale aumento dell’età di pensionamento da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini. Del resto, cresce la speranza di vita anche in Russia, quest’anno raggiungerà i 72,9 anni, mentre l’anno scorso era di 72,7. Un altro fattore di impopolarità è legato al livello di inflazione, ancora a livelli accettabili, ma si prevede un periodo di assestamento, e una fase di aumenti dei prezzi nei prossimi mesi a causa dell’aumento dell’Iva previsto.

GEOPOLITICA. Passaggio cruciale della conferenza di Putin sono ovviamente i temi legati alla geopolitica, la partita a scacchi con l’Europa e gli Stati Uniti, le strategie militari al confine con l’Ucraina, e il ruolo giocato da Mosca negli equilibri in Siria e in tutto il Medio Oriente. “Le armi della Russia - ha chiarito - servono a mantenere la parità strategica, e se arriveranno i missili in Europa poi l’Occidente non squittisca se noi reagiremo. Ma io confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio“. “Stiamo assistendo al collasso del sistema internazionale di deterrenza” e il pericolo di “catastrofe globale” risiede nell’idea che prende piede in Occidente di poter “utilizzare armi nucleari di bassa potenza”. Putin ha sottolineato che “la superiorità russa nella difesa missilistica è un elemento di deterrenza nella corsa globale agli armamenti“. Ma la tendenza ad abbassare la soglia di accettabilità nelle armi nucleari a bassa carica potrebbe portare a quella catastrofe globale che è stata paventata. 

SUPERPOTENZE. - L’obiettivo dichiarato di Putin, l’ambizione a lungo accarezzata, è quella di portare la Russia nel club delle prime cinque potenze economiche mondiali, perché il Paese ha “le forze necessarie” per farlo. “Abbiamo bisogno di entrare tra i primi campioni economici, abbiamo i punti di forza per prendere il quinto posto nel mondo e penso che lo faremo”, ha detto. La Russia deve compiere “una svolta, dobbiamo fare un salto nell’innovazione tecnologica, altrimenti il nostro Paese non ha futuro”, ha aggiunto. La Russia al momento si colloca al dodicesimo posto tra le economie mondiali, secondo una recente classifica della Banca Mondiale

SANZIONI. L’Occidente agita lo spettro della russofobia e delle sanzioni “per contenere la potenza della Russia“ dice ancora Putin. “Niente di nuovo, la Russia ha convissuto per tutta la sua storia, nell’800 e nel ‘900, con qualche forma di restrizioni, basta leggere il carteggio dei diplomatici“, ha aggiunto. “Il caso Skripal è servito come mezzo per introdurre altre sanzioni, ma l’economia russa ormai si è adattata alle sanzioni, che per certi versi hanno portato anche dei vantaggi“.

IMPERIALISMO. L’accusa che la Russia cerchi il dominio del mondo “è un cliché“ propinato all’opinione pubblica occidentale, e in particolare ai paesi che fanno parte dell’Alleanza Atlantica così che facciano quadrato. La Nato ha bisogno di un nemico esterno, e questo nemico è la Russia. Noi sappiamo bene che il quartier generale di chi davvero vuole dominare il mondo non sta a Mosca, ma a Washington, basta vedere la differenza nella spesa militare fra Russia e Stati Uniti“. “La Russia è preoccupata dalla presenza militare americana in Giappone, e dai piani Usa di schierare nuovi missili nel Paese alleato. Mosca sta trattando per concludere un accordo di pace con Tokyo, mai firmato dalla fine della seconda guerra mondiale a causa della disputa sulle isole Curili, occupate dall’Armata Rossa sulla fine del conflitto e ancora rivendicate dal Giappone“.

IDEOLOGIE. Il ritorno del socialismo in Russia è “impossibile“, ha detto lo Zar rispondendo a una domanda sulle nostalgie verso l’Unione Sovietica. Detto questo, Putin ha dichiarato che “elementi del modello socialista“ sono utili, e nel piano d’intervento nazionale varato dal governo “si sta portando avanti questa politica“. “Il problema è che ai tempi del socialismo la spesa dello Stato superava gli introiti, e questo non va bene“.

SPIONAGGIO. I casi delle spie russe arrestate o denunciate in Occidente mirano a “contenere la Russia”. Putin respinge al mittente le accuse mosse al Cremlino sul presunto uso spregiudicato delle risorse di intelligence all’estero. Il capo del Cremlino ha fatto riferimento diretto a due casi: l’avvelenamento con un agente nervino dell’ex spia doppiogiochista Serghei Skripal e di sua figlia Yulia, a Salisbury, e la condanna di Maria Butina negli Stati Uniti per aver agito come agente straniero in modo illegale. “Non capisco - ha ribadito - di cosa possa riconoscersi colpevole Butina: non ricopriva alcuna mansione per il governo russo e non ci sono basi per le accuse”. ”Se non ci fossero stati gli Skripal, si sarebbero inventati qualcos’altro”, ha proseguito. “C’è solo uno scopo dietro questo: contenere lo sviluppo della Russia come possibile rivale”.

RUSSIAGATE. “Donald ha ragione”. Chiamando semplicemente per nome il tycoon, il capo del Cremlino ha parlato di Trump in tono volutamente disteso, dicendo di essere d’accordo con il presidente americano sul fatto che gli Usa hanno contribuito alla sconfitta dell’Isis in Siria. Allo stesso tempo, il presidente russo ha ricordato i risultati ottenuti da Mosca, intervenuta a fianco delle forze governative siriane con l’Iran per combattere il terrorismo. La Russia accoglie positivamente la decisione americana di ritirare le truppe dalla Siria, ma non vede ancora segnali in tal senso, nota anzi che in Afghanistan le truppe americane sono presenti da 17 anni, nonostante i ripetuti annunci di un possibile eventuale ritiro.

GOSSIP. “Sposarmi? Sono un uomo perbene, prima o poi lo farò. Anzi, dovrò farlo“. Così ha detto Vladimir a un giornalista che gli chiedeva “quando si sposerà e chi sposerà“. “Evidentemente lei è sposato e vuole che anche io mi trovi nella sua stessa situazione“, ha scherzato, senza però aggiungere altri dettagli. 

INTEGRALISMO. I contatti con i talebani sono forse inevitabili, ma “dobbiamo capire l’oggetto di tali colloqui e il loro possibile risultato“. “Se c’è una forza reale che controlla una parte considerevole di territorio - ha affermato Putin - la si deve tenere in considerazione, ma dobbiamo farlo apertamente, in pubblico, e comprendere di cosa si tratta“. 

RELIGIONE DI STATO. Le interferenze degli Stati Uniti e del governo ucraino nella creazione di una nuova Chiesa ucraina indipendente sono “inaccettabili”. Lo ha dichiarato il presidente russo. “Il fatto che il Segretario di Stato americano abbia chiamato Kiev su questa questione e ne abbia discusso è una cosa inaccettabile, eppure accade”, ha tuonato. Putin ha parlato di “intromissione diretta dello Stato nelle questioni religiose”. A suo dire, si tratta di una “prova ulteriore” che questo passo è stato fatto in chiave politica, “alla vigilia della campagna elettorale e per creare ulteriori fratture tra i popoli russo e ucraino”.

EUROPA. Il presidente russo ha infine criticato l’idea di ripetere il referendum sulla Brexit nel Regno Unito fino a che il risultato non sia quello desiderato: “Qualcuno non ha gradito il risultato e quindi lo si ripete? Questa è democrazia?”, ha chiesto, assicurando che la Brexit avrà un impatto “minimo e indiretto” sulla Russia. Poi Putin, nella consueta conferenza di fine anno, ha espresso sostegno alla premier Theresa May, impegnata nel difficile negoziato con Bruxelles. ”Capisco la posizione del primo ministro britannico, che sta combattendo per la Brexit: deve soddisfare la volontà delle persone espressa nel referendum”. Il leader del Cremlino ha comunque tenuto a sottolineare che quanto accade intorno al processo di uscita di Londra della Ue non riguarda la Russia e che i britannici “devono decidere da soli”.

MEDIA. La conferenza stampa del presidente Vladimir Putin è un appuntamento arrivato alla sua quattordicesima edizione. Si tratta della prima conferenza stampa di fine anno del quarto mandato di Putin da capo del Cremlino, ufficialmente iniziato a maggio dopo la sua rielezione alle presidenziali del marzo scorso. L’evento, che si è avolto nel World Trade Center di Mosca, ha segnato un record nel numero di giornalisti accreditati: 1.702 reporter russi e stranieri, furono mezzo migliaio alla prima conferenza stampa di fine anno del presidente, nel 2001.