Putin visita il museo dei mammut a Yaktusk
Putin visita il museo dei mammut a Yaktusk

Roma, 28 settembre 2018 - Perché accontentarsi di un Dudù qualsiasi, quando si può passeggiare con un vero mammut al guinzaglio? Vladimir Putin sogna di far morire di invidia, oltre che l’amico Silvio Berlusconi, anche Steven Spielberg, trasformando in realtà il sogno, mutuato da un libro di Michael Crichton, del regista americano. E così il primo Jurassic Park, lo zoo dove esemplari clonati di animali estinti milioni di anni fa accolgono i visitatori, potrebbe aprire i battenti proprio in Russia. Il voglino di stupire il mondo aveva fatto capolino nella mente dello zar nel 2014. Durante una visita a Yakutsk, in Siberia, il presidente – secondo quanto riportato dal Moscow Times – viene a sapere che all’interno del Museo dei mammut erano conservati i resti di un pachiderma dalle lunghe zanne morto 28mila anni fa. Il direttore e ricercatore Semyon Grigoryev spiega a Putin che nel corpo dell’animale erano stati ritrovati tessuti molli e perfino del sangue. Una scoperta eccezionale che accende la proverbiale lampadina nella mente di Vladimir. "Quindi – chiese il presidente – sarebbe possibile clonare un mammut?".

La fantasiosa ipotesi sembrava finita con il ritorno a Mosca dello zar. Ma negli anni successivi i ricercatori russi, aiutati da un team sudcoreano, hanno cominciato a esplorare la possibilità di riportare in vita i mammut, partendo proprio dai resti conservati a Yakutsk. E pochi giorni fa Aisen Nikolaev, il presidente della Jacuzia, ha rotto gli indugi. Parlando all’Eastern economic forum di Vladivostok, ha annunciato che entro il 2028 i pachidermi vissuti nel Pliocene torneranno camminare sulla Terra in un parco tematico, l’Ice Age Park, dedicato a loro. "Stiamo lavorando con scienziati di Seul e, da poco, anche di Tokyo. Quando quattro anni fa ho pensato di aprire una struttura del genere – ha raccontato – tutti sghignazzavano. Ora non ridono più. Ci sono le condizioni per riuscire nell’impresa, la tecnologia ha fatto enormi passi avanti".

Per portare avanti la ricerca, secondo quanto riporta Forbes, verrà allestito un maxi laboratorio sotterraneo da 5,9 milioni di dollari, ospitato dalla Northern-Eastern Federal University, dove i turisti potranno anche ammirare gli scienziati al lavoro. Il governo della Jacuzia, d’accordo con il Cremlino, è pronto a finanziare gli sforzi. L’obiettivo, a partire dal sangue ritrovato in Siberia, è quello di ricostruire il Dna del mammifero estinto e creare un vero e proprio embrione. A questo punto – spiega Semyon Grigoryev – procederemo a impiantarlo nell’utero di un elefante e dopo 22 mesi dovrebbe nascere un baby mammut". La sfida è decisamente complessa, visto che non è mai stato tentato nulla del genere. I ricercatori di Harvard, guidati dal professore anticonformista George Church, stanno tentando di creare un ibrido elefante-mammut, ma riportare alla vita un esemplare estinto esattamente com’era è un problema completamente differente.

Ma gli studiosi russi, sudcoreani e giapponesi non vogliono fermarsi al mammut. Ricerche per ‘resuscitare’ i leoni delle caverne (vissuti nel Pleistocene superiore) e alcune specie di cavalli siberiani sono già state avviate. E chissà se anche loro, come il velociraptor di Steven Spielberg, impareranno ad aprire le porte.