Mercoledì 24 Luglio 2024

Attentato a Mosca, Putin: “Puniremo i mandanti dei terroristi del Crocus”

I consorzi criminali di natura transfrontaliera nel mirino del presidente russo dopo la strage nella sala concerti alla periferia della capitale russa

Roma, 2 aprile 2024 –  "Le forze di sicurezza russe arriveranno a coloro che hanno ordinato l'attacco terroristico alla sala concerti Crocus City Hall di Mosca”. Lo ha detto oggi il presidente russo Vladimir Putin, parlando al consiglio allargato del ministero degli Affari Interni. Putin ha identificato nel fenomeno dell’immigrazione clandestina uno dei motivi del dilagare “dell’estremismo e dell’illegalità”. Secondo il leader del Cremlino “è necessario garantire gli interessi e la sicurezza dello Stato e della società e preservare la pace internazionale”. Putin ha esortato il ministero degli Interni a prestare attenzione alle azioni volte a neutralizzare la criminalità organizzata. "Tenendo presente che tali gruppi, e talvolta parliamo di veri e propri consorzi criminali, sono spesso di natura transfrontaliera, agendo mano nella mano con servizi di intelligence stranieri, emissari di strutture estremiste radicali internazionali”.

Il presidente russo Vladimir Putin (Ansa)
Il presidente russo Vladimir Putin (Ansa)

Per questo la Russia ha messo in moto la macchina del ‘sospetto’ con l’obiettivo di “catturare gli autori dell’attacco terroristico al Crocus”. E' ora in corso una valutazione completa “delle azioni di tutte le forze dell'ordine, di controllo e di vigilanza responsabili dell'impianto”, ha continuato il presidente. Poiché "in questo ambiente terrorista non ci sono agenti affidabili, fanno quello che vogliono per soldi, non sono guidati da alcuna considerazione religiosa o politica, solo finanziaria, tutto è anche facile da vendere, qualsiasi informazione viene comprata e venduta", ha detto.

L'Fsb (il servizio di controspionaggio Federale) ha ammesso di aver “ricevuto informazioni dagli Stati Uniti sulla possibilità di un attacco terroristico in Russia”, ma queste "erano troppo generiche e non ci hanno permesso di identificare pienamente coloro che hanno partecipato a questo terribile crimine". E’ quanto ha ammesso oggi Sergey Naryshkin, direttore dei Servizi di intelligence esterni russi (Svr), citato dalle agenzie russe. Naryshkin ha aggiunto che Mosca e Washington mantengono la comunicazione nel quadro della lotta al terrorismo, ma questa è "influenzata dalla situazione internazionale sfavorevole e, soprattutto, dalle azioni della parte avversaria".

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