Sassari, 24 settembre 2021 - L'arresto di Carles Puigdemont avvenuto ieri all'aeroporto Alghero-Fertilia, in Sardegna, è stato legale, ma la Corte d'Appello di Sassari ha stabilito che "non c'è motivo di applicare misure detentive" a carico dell'ex-presidente catalano. Quindi Puigdemont è stato rilasciato e potrà lasciare la Sardegna. Il 4 ottobre è fissata l'udienza per decidere della richiesta di estradizione presentata dalla Spagna.

Da questa mattina è attivo un doppio fronte di proteste in merito all'arresto dell'ex presidente catalano Carles Puigdemont, che avrebbe dovuto partecipare oggi nella città sarda al convegno internazionale del folk catalano.. Nei pressi del consolato italiano di Barcellona si sono radunate diverse centinaia di persone, richiamate all'appello dall'organizzazione indipendentista Omnium Cultural. Tra i manifestanti anche Laura Borras, attuale presidente del Parlamento catalano, Jordi Puigneró, vicepresidente, e Marta Vilalta, portavoce della Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC). Nel frattempo, migliaia di persone che sarebbero dovute essere ad Alghero per la festa hanno fatto un sit-in pacifico davanti alla Corte d'appello di Sassari. "Quanto avvenuto è un fatto gravissimo e antidemocratico - aveva dichiarato stamattina Stefano Campus, presidente dell'Omnium Cultural de l'Alguer, la costola sarda dell'organizzazione indipendentista catalana - noi siamo vigili come lo eravamo nel 2017, quando lo Stato spagnolo ha iniziato le azioni repressive nei confronti dei politici della Catalogna e del presidente di Omnium Cultural, Jordi Cuixart". Cuixart, insieme a Jordi Sanchez, segretario generale di Uniti per la Catalogna (JxCat), erano stati condannati per sedizione dalla Corte suprema spagnola per le vicende del 2017 e recentemente sono stati graziati.

La vicenda giudiziaria di Carles Puigdemont

L'ex leader catalano Carles Puigdemont è stato arrestato dalle autorità italiane in applicazione del mandato di cattura europeo emesso dal Tribunale Supremo spagnolo: Puigdemont deve rispondere delle accuse di sedizione e malversazione in merito al tentativo di secessione della Calalogna avvenunto nel 2017.

Puigdemont era stato precedentemente arrestato in Germania. L'autorità tedesca, all'epoca, aveva concesso la restituzione dell'ex-leader solo per il reato di malversazione. Secondo l'ordinamento tedesco, il comportamento tenuto durante il percorso politico che aveva portato al referendum indipendentista della Catalogna sarebbe stato "penalmente irrilevante". A quel punto, il mandato d'arresto europeo non poteva essere eseguito: da norma, serve la doppia incriminabilità, ovvero il fatto contestato deve costituire reato sia nell'ordinamento dello Stato richiedente, sia in quello dello Stato richiesto, in quel caso Spagna e Germania. Nel 2019 Puigdemont viene eletto europarlamentare e diventa beneficiario dell'immunità parlamentare e la Spagna emette un nuovo mandato d'arresto europeo, per gli stessi fatti ma con una qualificazione diversa dalla prima volta. A questo punto, inizia un tira e molla sull'immunità parlamentare che si conclude con l'ordinanza di revoca emessa dal Tribunale Ue di Lussemburgo lo scorso 30 luglio. Nell'ordinanza c'è un passaggio-chiave: in caso di arresto, sarebbe possibile presentare una nuova domanda di "sospensione dell'esecuzione del provvedimento di revoca dell'immunita' parlamentare".

Inoltre, il Tribunale Ue, sempre il 30 luglio, aveva disposto la sospensione degli ordini di cattura nei confronti di Puigdemont e altri europarlaementari catalani coinvolti. Secondo quanto riferito dall'avvocato difensore Gonzalo Boye, però, gli ordini compaiono ancora nel Sis - Sistema di informazione di Schengen, motivo per cui la polizia italiana ha ritenuto di invervenire per rimettere l'ex-leader "a disposizione dell'autorità giudiziaria".

La decisione presa oggi dal giudice Plinia Azzena della Corte d'appello di Sassari è un altro tassello del puzzle. "Siamo solo alla prima fase" ha spiegato il legale Agostinangelo Marras al termine dell'udienza di convalida dell'arresto. La Spagna, nel frattempo, ha inoltrato la richiesta di estradizione, della quale si deciderà all'udienza fissata per il prossimo 4 ottobre.

Il referendum del 2017

A giugno del 2017, Puigdemont aveva convocato il referendeum per decidere dell'indipendenza della regione, a niente erano serviti avvertimenti e opposizione della Corte Costituzionale spagnola. La consultazione del 1 ottobre 2017 si era conclusa con oltre il 90% dei voti a favore e il Parlamento catalano aveva dichiarato l'indipendenza il 27 ottobre 2017. La reazione del Governo spagnolo fu di sciogliere la Camera della Generalitat della Catalogna e mettere la regione sotto commissariamento. Allo stesso tempo, il procuratore generale spagnolo Jose Manuel Maza aprì un'inchiesta per ribellione, sedizione e malversazione nei confronti di Puigdemont e altri esponenti del suo governo A quel punto Puigdemont e altri ministri del partito fuggirono dal territorio spagnolo.