Washington, 20 aprile 2021 - L'ex agente Derek Chauvin è colpevole per la morte di George Floyd a Minneapolis. La giuria ha confermato tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado. Chauvin ha lasciato l'aula di tribunale in manette: resta sotto la custodia delle autorità. L'avvocato della famiglia Floyd ha definito la condanna "una svolta storica".

L'ex agente Derek Chauvin (Ansa)

La folla radunata fuori da tribunale per attendere il verdetto del processo Floyd ha applaudito alla condanna. Festeggiamenti in molte altre città americane. Lo stesso presidente Joe Biden ha seguito la lettura del verdetto dalla West Wing della Casa Bianca. Il presidente ha chiamato al telefono la famiglia Floyd. "Oggi abbiamo compiuto un passo avanti contro il razzismo sistemico, che è una macchia per l'anima del nostro Paese", ha detto Biden, lanciando subito dopo un appello all'unità e ad evitare la violenza. Esultano gli Obama.

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Derek Chauvin era colpevole per quasi tutta l'America, salvo qualche estremista, ma finchè non fosse arrivata la condanna per aver ucciso George Floyd, anche se le prove erano schiaccianti, quello spettro della polizia intoccabile davanti agli abusi di potere contro gli afroamericani aleggiava sempre, ed erano tutti con il fiato sospeso. 

L'ex agente di polizia il 25 maggio del 2020 ha provocato la morte del 46enne afroamericano soffocandolo durante l'arresto. "I can't' breathe" gridava Floyd mentre Chauvin lo bloccava a terra con le ginocchia sul suo capo. E quel grido di paura che prcedeva la morte è diventato l'icona del movimento Black Lives Matter. 

La giuria ci ha messo dieci ore di camera di consiglio per condannare l'ex poliziotto: colpevole per tutti e tre i capi di accusa, compreso il più grave di omicidio colposo preterintenzionale. La gioia per la condanna sembra aver scongiurato i rischi di disordini, e non solo a Minnepolis, ma anche nel resto del Paese.

Derek Chauvin ha ascoltato il verdetto accanto al suo avvocato: rischia fino a 40 anni di carcere. Ma potrebbe ottenere delle attenuanti. Lo si saprà fra almeno 8 settimane. Chauvin dopo la condanna è stato scortato in manette. 

Il verdetto è storico e rappresenta un punto fermo nelle battaglie contro la violenza della polizia americana, soprattutto nei confronti delle comunità afroamericana ed ispanica. Oltre al precedente che si vedrà spuntare in diversi processi, la decisione del tribunale di Minneapolis potrebbe accelerare una riforma della polizia, a livello federale e a livello locale, da troppo tempo attesa negli Stati Uniti.