Il principe Andrea d'Inghilterra, terzogenito della regina Elisabetta
Il principe Andrea d'Inghilterra, terzogenito della regina Elisabetta

Londra, 12 gennaio 2022 - Il principe Andrea d’Inghilterra, coinvolto nello scandalo Epstein, andrà a processo negli Stati Uniti. Un giudice statunitense ha infatti respinto la richiesta del duca di York di archiviare la causa civile intentata dalla sua accusatrice Virginia Giuffrè. Lo riportano alcuni media britannici. La giustizia americana ha dichiarato oggi ammissibile la denuncia civile contro il principe  per “aggressione sessuale” ai danni dell’americana Virginia Giuffrè per fatti risalenti al 2001, quando la donna era minorenne. Un giudice di New York ha accolto la denuncia contro il duca di York, nonostante la richiesta di archiviare il caso presentata dai legali del terzogenito della regina d’Inghilterra. Nella denuncia civile presentata ad agosto, Virginia Giuffre sostiene che il principe l’ha “aggredita sessualmente” tre volte nel 2001 - quando aveva 17 anni - a Londra, New York e nelle Isole Vergini americane, residenze del multimilionario pedocriminale Jeffrey Epstein. 

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La richiesta di archiviazione

Nella sua decisione, il giudice Lewis Kaplan ha ritenuto che la richiesta di archiviazione della denuncia civile, presentata nell’estate del 2021 da Giuffrè, una delle vittime dei reati sessuali del finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, deve essere “rifiutata”.
 Il 4 gennaio 2022 il giudice Kaplan ha ascoltato, durante un’audizione cruciale in teleconferenza, le argomentazioni degli avvocati di Giuffrè, e dei difensori del figlio della regina. A livello civile, i suoi legali ritenevano di poter sfuggire alla giustizia grazie a un accordo siglato nel 2009 tra Epstein e Virginia Giuffrè.

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L'accordo economico

I giudici di New York hanno reso pubblico questo accordo in base al quale Giuffrè aveva ricevuto 500.000 dollari da Epstein. E secondo questa transazione firmata in Florida 12 anni fa, la donna ha promesso di non perseguire Epstein, né “altri potenziali imputati”. Il nome o il titolo del duca di York non è menzionato nel documento, ma la difesa credeva che proteggesse Epstein e tutti i suoi “amici”, e quindi anche il principe. Non sembra averla pensata in questi termini il giudice newyorkese.