Gendarmi francesi (Ansa)
Gendarmi francesi (Ansa)

Parigi, 8 novembre 2019 - Lo hanno trovato morto nella sua abitazione, soffocato da un crocifisso che gli era stato conficcato in gola: l’orribile fine di Roger Matassoli, 91 anni, ex parroco della chiesa di Froissy in Picardia, a nord di Parigi, ha provocato choc e sgomento in questo borgo di 880 anime, in cui Matassoli ha celebrato la messa per oltre quarant’anni. Uno choc duplice, dal momento che nessuno fra gli abitanti sapeva che sul sacerdote pesavano accuse di aggressioni sessuali a danno di minori e che almeno due denunce - cadute poi in prescrizione - erano state presentate in passato nei suoi confronti.

È in questo contesto di pedofilia che bisogna cercare il motivo dell’assassinio? La polizia non è in grado di affermarlo: ha arrestato un giovane di 19 anni, Alexandre, su cui gravano molti sospetti, ma che al momento non può essere interrogato a causa dello stato di ’delirio e grave alterazione mentale’ in cui versa.

La scoperta del delitto risale a lunedì scorso, quando due gendarmi bloccano per eccesso di velocità un’utilitaria al cui volante si trova Alexandre. Il giovane, di cui si scopre che non ha la patente, si mostra estremamente aggressivo e tenta di resistere ai militari. Immobilizzato, viene condotto in cella di sicurezza ’in preda a una grande agitazione’. 

Un rapido controllo dei documenti consente di scoprire che l’automobile appartiene all’ex parroco Roger Matassoli: come mai la guidava Alexandre? Per ottenere informazioni, i gendarmi telefonano al padre del giovane. Quest’ultimo si precipita a casa dell’ex parroco, cui è legato da un rapporto di amicizia, per capire come stanno le cose e chiedere consiglio. Ma è proprio lì, sbirciando dietro i vetri di una finestra, che si spalanca ai suoi occhi la macabra visione dell’anziano prete a terra, morto, con il crocifisso che sporge dalla bocca.

Il giorno dopo la scoperta del delitto, mentre gli abitanti inorriditi si chiedevano chi potesse aver perpetrato un crimine così efferato, il vescovo del dipartimento dell’Oise, monsignor Jacques Benoit-Gonnin, ha rivelato quello che nessuno in paese ancora sapeva: Roger Matassoli era stato oggetto varie di denunce per pedofilia: due risalenti a molti anni fa e ormai archiviate, un’altra molto più recente. 

"Ho avviato una procedura canonica. L’anno scorso, dopo aver parlato con una delle vittime, ho deciso di vietare all’ex parroco ogni ministero religioso. Gli ho proibito di celebrare la messa anche da solo, nel segreto della sua abitazione", ha detto monsignor Benoit-Gonnin. Stando alle prime indiscrezioni le denunce riguardano aggressioni sessuali avvenute nel 1967 e nel 1976, ai danni di due ragazzini che frequentavano il seminario, rispettivamente di 11 anni e 14 anni. Impossibile dire se esistono altri casi: il dossier relativo alla procedura canonica è di spettanza della Chiesa romana e non è stato divulgato; sarà l’inchiesta a far luce sulla tragica e dolorosa vicenda. Ieri molti parrocchiani di Froissy si sono riuniti nella basilica, smarriti: il vescovo Gonnin ha celebrato la messa e ha detto nell’omelia che il suo pensiero va innanzitutto alle vittime, cui la Chiesa chiede perdono. Per far luce sugli abusi sessuali a danno di minori la Chiesa cattolica francese ha chiesto l’istituzione di una Commissione indipendente, il Ciase. Presieduta da Jean-Marc Sauvé, ex vicepresidente del Consiglio di Stato, è composta da 22 esperti appartenenti a tutte le confessioni.