Roma, 8 ottobre 2021 - Continuano le sorprese a Stoccolma: il premio Nobel per la pace 2021 viene vinto dai giornalisti Maria Ressa e Dmitry Muratov che hanno combattuto per la tutela della libertà di espressione. "Per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una precondizione per la democrazia e per una pace duratura", si legge nella motivazione ufficiale del Comitato del premio.

Niente da fare quindi per i più quotati Greta Thunberg, la favorita numero uno per la sua lotta in difesa dell'ambiente, Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità in prima linea nella lotta alla pandemia, Alexei Navalny e Reporters Sans Frontieres

La settimana dei riconoscimenti è quasi finita: dopo la pausa del weekend, lunedì 11 ottobre verrà consegnato il premio all'Economia, l'ultimo della rassegna.

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Chi è Maria Ressa

Maria Ressa, cittadina filippina naturalizza statunitense, è la cofondatrice del sito di notizie Rappler, noto per le sue inchieste sull'operato del governo del presidente Rodrigo Duterte, soprattutto in relazione alla cosiddetta 'guerra alla droga'. Nella motivazione del comitato del premio infatti si legge: la giornalista ha ''usato la libertà di espressione per far luce sull'abuso di potere, l'uso della violenza e il crescente autoritarismo nel suo Paese natale, le Filippine''.

''Questo premio ci dà forza per continuare la lotta per la verità'' e per ''uscire dall'oscurità'' - ha detto Ressa - A Manila, ''il governo non sarà contento, ma la nostra è una battaglia per la verità. E la verità non esiste senza i giornalisti''. La libertà di espressione e di stampa, ha aggiunto, riguarda ''non solo il futuro delle Filippine, ma le democrazie in tutto il mondo''. 

Chi è Dmitry Muratov

Dmitry Muratov è il caporedattore del giornale d'inchiesta russo Novaya Gazeta, la testata per la quale scriveva la giornalista russa Anna Politkovskaya, uccisa nel 2006. E infatti il primo pensiero del neo-vincitore è andato proprio a lei: "È il premio ad Anna Politkovskaya, non il mio". Muratov ha difeso per decenni la libertà di parola in Russia in condizioni sempre più difficili. Il suo quotidiano oggi è il giornale più indipendente in Russia con un atteggiamento fondamentalmente critico nei confronti del potere: gli articoli spaziano dalla corruzione, alla violenza della polizia, agli arresti illegali, alla frode elettorale e alle "fabbriche di troll" fino all'uso delle forze militari russe . Le prime congratulazioni a Muratov sono arrivate direttamente dal Cremlino che ne ha lodato il "coraggio" e il "talento".