Mondo, terra, mappamondo: foto generica
Mondo, terra, mappamondo: foto generica

Parigi, 15 luglio 2020 - La Terra si sta spopolando? Secondo lo studio di un team internazionale di ricercatori pubblicato su The Lancet sulla base di un modello statistico elaborato dalla University of Washington, il nostro pianeta nel 2100 ospiterà 8,8 miliardi di persone, ovvero 2 miliardi in meno rispetto alle attuali proiezioni delle Nazioni Unite. Un'analisi che smonta apparentemente il mito di una esplosione demografica inarrestabile: appena l'anno scorso l'Onu aveva stimato per fine secolo una popolazione mondiale cresciuta a 10,9 miliardi. L'università americana invece prevede un andamento a parabola, con un totale della popolazione mondiale che dai 7,8 miliardi di abitanti attuali dovrebbe toccare il picco nel 2064 a 9,7 miliardi per poi scendere a fine secolo a quota 8,8 miliardi grazie a un tasso di fertilità sempre più basso.

Solo l'Africa triplicherà

Lo studio considera il calo dei tassi di fertilità e i tassi di invecchiamento. Entro la fine del secolo, 183 dei 195 Paesi - senza considerare un afflusso di immigrati - saranno scesi al di sotto della soglia di sostituzione necessaria per mantenere i livelli di popolazione. E più di 20 Paesi - tra cui Giappone, Spagna, Italia, Tailandia, Portogallo, Corea del Sud e Polonia - vedranno diminuire il loro numero di almeno la metà. La Cina dovrebbe passare da 1,4 miliardi di persone di oggi a 730 milioni in 80 anni.

L'Africa sub-sahariana, nel frattempo, triplicherà, arrivando a circa 3 miliardi di persone.  Tutto il continente africano rischia di esplodere con situazioni limite come quella del Ciad (con abitanti quasi decuplicati da 15 a 123 milioni) o il Niger (da 21 a 185 milioni) per non parlare della Nigeria, che rischia di passare dai 206 milioni di abitanti odierni a 790 milioni a fine secolo, valore che ne farebbe il secondo Paese al mondo più popoloso superando persino la Cina, destinata - secondo questo modello - a perdere quasi 700 milioni di abitanti, scendendo da 1.412 a 732 milioni (di cui 'appena' 350 milioni in età lavorativa).
E non andrebbe molto meglio all'India, che si 'svuoterebbe' di quasi 300 milioni di persone, passando da 1380 a 1093 milioni di abitanti.  

L'Italia dimezza la popolazione

Con un tasso di fertilità già oggi fra i più bassi al mondo (e destinato a scendere ancora), l'Italia del 21mo secolo è destinata a svuotarsi, perdendo metà della propria popolazione e crollando inevitabilmente nelle classifiche economiche globali, in uno scenario che nei prossimi decenni vedrà l'affermazione della superpotenza cinese che solo nel 2100 potrebbe essere nuovamente 'sorpassata' dagli Stati Uniti. E' uno scenario che - almeno per il nostro Paese - mette i brividi. Inevitabili le ripercussioni economiche con una classifica del Pil che vedrebbe il nostro Paese conservare faticosamente nel 2030 il nono posto attuale, per poi piombare al 16mo nel 2050 e crollare al 25mo nel 2100, superata da Israele, Egitto, Malesia e persino dalla meno popolosa Irlanda. 

La situazione in Europa

Il Belpaese dovrebbe scendere dai 60,6 milioni di abitanti del 2017 (il picco di popolazione, secondo i ricercatori) ad appena 30,5 milioni a fine secolo: uno spopolamento condiviso con altri Paesi mediterranei, come il Portogallo (da 10,7 a 4,5 milioni) o la Spagna (da 46,4 a 22,9 milioni) mentre in Europa la Svezia segnerebbe un piccolo record con +30% di abitanti (da 10 a 13 milioni), la Francia resterebbe più o meno stabile intorno a quota 66 milioni e la Germania perderebbe 17 milioni di abitanti scendendo a quota 66,4 milioni.

Buone notizie per l'ambiente

"Queste previsioni suggeriscono buone notizie per l'ambiente, con meno stress sui sistemi di produzione alimentare e minori emissioni di carbonio, nonché significative opportunità economiche per parti dell'Africa subsahariana", ha scritto l'autore principale dello studio, Christopher Murray, direttore dell'Institute for Health Metrics e Valutazione (IHME) presso l'Università di Washington. "Tuttavia, la maggior parte dei Paesi al di fuori dell'Africa vedrà ridurre la forza lavoro e invertire le piramidi della popolazione, e ci saranno profonde conseguenze negative per l'economia". 

Le possibili soluzioni

Per i Paesi ad alto reddito in questa categoria, le migliori soluzioni per sostenere i livelli di popolazione e la crescita economica saranno politiche di immigrazione flessibili e sostegno sociale per le famiglie che vogliono figli, conclude lo studio. "Tuttavia, a fronte del calo della popolazione, esiste un pericolo molto reale che alcuni Paesi possano prendere in considerazione politiche che limitino l'accesso ai servizi per la salute riproduttiva, con conseguenze potenzialmente devastanti", ha avvertito Murray.