Una delle due petroliere in fiamme nel golfo dell'Oman (Ansa)
Una delle due petroliere in fiamme nel golfo dell'Oman (Ansa)

Roma, 13 giugno 2019 - Giallo nel Golfo dell'Oman, dove due petroliere hanno lanciato richieste di soccorso perché in fiamme dopo una serie di esplosioni di cui ancora non si conosce la causa. Si tratta della nave norvegese Front Altair, battente bandiera delle Isole Marshall che aveva caricato petrolio negli Emirati, e della Kokuka Courageous, battente bandiera di Panama, che aveva caricato metanolo in Arabia Saudita ed era diretta a Singapore. A prestare assistenza alle due petroliere, è stata la Quinta flotta della Marina Usa e - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna - l'Iran che ha trasferito i 44 membri dei due equipaggi nel porto di Jask, sulla costa sudorientale nella provincia iraniana di Hormozgan. 

ATTACCHI CON SILURI - La compagnia di una delle due navi ha parlato di un "attacco con siluri" e anche il ministero del Commercio nipponico - dato che le due petroliere trasportavano carichi "collegati al Giappone" - ha dichiarato che si è trattato di un "attacco". "Almeno una sarebbe stata sicuramente colpita da un siluro", riporta il quotidiano britannico Telegraph, citando la compagnia petrolifera statale taiwanese. 

TEMPISTICA SOSPETTA - Il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha definito "sospetto" quanto accaduto. In un tweet, il capo della diplomazia iraniana ha voluto sottolineare che "i riferiti attacchi a cargo legati al Giappone sono avvenuti mentre il premier di Tokyo, Shinzo Abe, sta incontrando il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei per colloqui approfonditi e amichevoli". "Dire che è sospetto non è abbastanza per descrivere ciò che è probabilmente successo questa mattina", ha concluso Zarif. 

MOSCA INVITA ALLA CAUTELA - La Russia invita alla cautela e a non trarre conclusioni affrettate, in particolare sull'Iran. "Vorrei mettere in guardia da conclusioni affrettate - ha detto il vice ministro degli Esteri, Serghei Ryabkov - da qualsiasi tentativo di addossare responsabilità a coloro che, come si dice, sono indesiderati a un certo numero di Paesi noti. Di recente - ha proseguito - stiamo assistendo a un'intensificata campagna di pressioni politico-psicologiche e militari sull'Iran. Non vorremmo che gli eventi appena accaduti che sono tragici e che hanno scosso il mercato globale del petrolio, siano utilizzati in chiave anti-iraniana". 

MOGHERINI: EVITARE PROVOCAZIONI - Anche l'Unione europea è intervenuta sul caso, chiedendo con forza di "evitare le provocazioni". A dirlo è stato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Federica Mogherini

I PRECEDENTI - Gli episodi odierni, che hanno fatto segnare un balzo in avanti del prezzo del petrolio, seguono quelli del 12 maggio scorso, quando quattro petroliere - due saudite, una norvegese e una degli Emirati - furono sabotate nella stessa area, al largo di Fujairah, nello stesso mare che ha visto l'ingresso della portaerei americana Abraham Lincoln. Sia Riad, acerrima nemica di Teheran per la sfida nella regione, sia Washington accusarono l'Iran per quel sabotaggio, che precedette un attacco alle condutture petrolifere da parte dei ribelli Huthi dello Yemen, dove Arabia Saudita e Iran combattono da anni una guerra per procura. 

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