Proteste a Lima contro la destituzione del presidente Vizcarra (Ansa)
Proteste a Lima contro la destituzione del presidente Vizcarra (Ansa)

Roma, 15 novembre 2020 - E' caos in Perù. Tredici ministri si sono dimessi dopo la morte di due studenti universitari di 22 e 25 anni che manifestavano a Lima contro la destituzione del presidente Martin Vizcarra, rimosso dal Parlamento in seguito a un'accusa di corruzione non provata per la quale non è stata ancora aperta un'indagine. I due hanno perso la vita negli scontri contro la polizia, impegnata a sedare le proteste che vanno avanti da sette giorni.

Al posto di Vizcarra è stato nominato presidente ad interim l'oppositore Manuel Merino, già presidente del Parlamento ed espressione di un gruppo di forze politiche di destra legate ad alcune università private contrarie alla lotta anticorruzione e alla riforma universitaria che Vizcarra, anch'egli di orientamento conservatore, stava portando avanti.

Dopo i tragici incidenti il presidente del Parlamento peruviano, Luis Valdez, ha chiesto a Merino di valutare l'opportunità di una sua immediata rinuncia. Ma Merino non ha ancora rilasciato dichiarazioni dopo gli eventi violenti eventi. All'alba è stata diffusa una foto che lo mostra a colloquio con parte dei suoi ministri. Secondo la stampa peruviana, tra gli esponenti di governo che si sono dimessi figurano i ministri della Giustizia Delia Munoz, dell'Economia José Arista, dell'Interno Gaton Rodriguez e della Difesa Walter Chávez.

Le tv hanno mostrato immagini di arresti, persone ferite e di aggressioni anche ai giornalisti da parte della polizia. Le elezioni sono state indette per il prossimo giugno.