Immagini dal sito ThisPersonDoesNotExist.com
Immagini dal sito ThisPersonDoesNotExist.com

New York, 17 febbraio 2019 - Anche Walter Pater, l’autore dei ‘Ritratti immaginari’, probabilmente sarebbe rimasto senza parole. Nel 1887, quando uscì il rivoluzionario libro di biografie dedicate a personaggi inesistenti, l’intelligenza artificiale era un concetto alla portata di pochissimi visionari. A poco meno di 50 anni dalla scoperta del dagherrotipo, pensare che una macchina potesse creare dal nulla un volto umano perfettamente fotorealistico sarebbe stata considerata una fantasia da bambini. A distanza di oltre un secolo, con un tocco di inguaribile romanticismo, si può dire che i computer hanno finalmente dato un volto immaginario ai personaggi inventati da Pater. Perché grazie a Philip Wang, un ingegnere informatico che ha anche lavorato per Uber, e al suo sito ThisPersonDoesNotExist.com (che in italiano suonerebbe ‘QuestaPersonaNonEsiste.com’) è infatti possibile creare infiniti fotoritratti di uomini e donne che non sono mai nati.
 
Per farsi un’idea, basta un clic. Le foto che vedete qui sopra sono state generate dal software creato da Wang. Il programmatore che lavora in California ha utilizzato una ricerca sviluppata da Nvdia, azienda specializzata nel produrre schede grafiche per computer. L’algoritmo si è allenato per mesi su un archivio sterminato di foto di persone che esistono realmente. Grazie a una rete neurale, la macchina è poi in grado di utilizzare le foto che ha visto per creare quelle che Donald Trump potrebbe tranquillamente etichettare come ‘fake faces’.
 
Il processo è abbastanza complesso, ma per semplificare al massimo, il software inizia a lavorare su uno sfondo a bassissima risoluzione e mano a mano che ‘mette a fuoco’ il ritratto decide se gli elementi che sta aggiungendo sono compatibili con il volto che sta creando. Se non lo sono, cerca nel suo archivio finché non ha trovato i ‘pezzi’ giusti. «Ogni volta che si aggiorna il sito – ha spiegato Wang a Motherboard – la rete genera una nuova immagine di un volto da zero. La maggior parte delle persone non capisce quanto saranno brave le intelligenze artificiali a sintetizzare le immagini in futuro». E infatti il software di Nvidia, che da poco è stato rilasciato in licenza open source (cioè liberamente scaricabile e modificabile da chiunque), non è in grado di creare solo volti immaginari. I ricercatori lo stanno utilizzando anche per dare vita anche a cani, gatti e personaggi di cartoni animati giapponesi che diventano reali solo nel momento in cui il programma si mette al lavoro.
 
Il lato oscuro di questa tecnologia è evidente. «È la fine – ha sottolineato Kevin Kelly, tra i papà di Wired, la rivista considerata la Bibbia per chi ama la tecnologia – della fotografia come prova di qualcosa che è realmente successo». Anche il New York Times si è detto preoccupato: «Non è difficile immaginare che qualcuno possa utilizzare questi programmi per mettere in difficoltà qualche politico; per creare video pornografici con le foto di qualche ex montate ad arte per vendicarsi o per cercare di incastrare una persona per un crimine che non ha commesso».