Roma, 24 gennaio 2018 - La pecora Dolly è vissuta dal 5 luglio 1996 al 14 febbraio 2003, ed è stata il primo mammifero ad essere stato clonato con successo da una cellula somatica. Ma non il primo animale in assoluto ad essere stato clonato con successo.

Cina, scimmie clonate. Ora tocca all'uomo?

L'esperimento è avventuto al Roslin Institute in Scozia a pochi chilometri da Edimburgo, dove Dolly ha vissuto fino alla morte, avvenuta circa sette anni dopo. La sua nascita fu annunciata solo l'anno successivo, il 23 febbraio 1997. 

Il nome "Dolly" le fu dato in onore della famosa cantante country Dolly Parton, si dice perché la cellula usata per la clonazione fu una cellula mammaria. L'ispirazione fu del suo allevatore.

Il metodo utilizzato da Ian Wilmut per ottenere la clonazione a partire da una cellula somatica adulta consiste nel trasferimento del nucleo di cellule somatiche: i nuclei di cellule non appartenenti alla linea germinale del donatore vengono trasferiti in cellule embrionali denucleate (private del proprio nucleo) e quindi indotti ad avviare lo sviluppo del feto tramite elettroshock e successiva impiantazione in una madre surrogata.

Per questo Dolly ha avuto tre madri: una fornente il nucleo di una cellula non germinale e quindi il DNA (la vera pecora clonata), un'altra la cellula embrionale denucleata e l'ultima è la madre surrogata. Tramite tale metodo Dolly è stata clonata nel 1996 a partire da una cellula somatica di una pecora donatrice di 6 anni. Il 9 aprile 2003 i resti impagliati di Dolly sono stati posti al Royal Museum di Edimburgo, che fa parte del National Museum di Scozia.

PROBLEMI - Nel 1999 su Nature è stata pubblicata una ricerca in cui si suggeriva che Dolly poteva essere suscettibile di un invecchiamento precoce a causa dei ridotti telomeri delle sue cellule. Si speculò che questi potevano essere stati ereditati dalla madre, che aveva l'età di 6 anni quando le fu prelevato il materiale genetico, così che Dolly poteva avere geneticamente già 6 anni alla nascita. I primi segni di un invecchiamento precoce sono stati effettivamente riportati nel 2002, quando Dolly aveva 5 anni. Sviluppò una forma potenzialmente debilitante di artrite, insolita a questa giovane età. Ciò andò a sostegno dell'ipotesi della senescenza prematura.

il Dott. John Thomas, ha evidenziato che la maggior parte degli animali clonati successivamente a Dolly mostrano telomeri di lunghezza normale, e che nei cloni seriali essi addirittura si allungano ad ogni successiva generazione. La comunità scientifica è, in ogni caso, concorde nel ritenere importante la prosecuzione e l'approfondimento dei metodi di clonazione. Il metodo impiegato per la produzione di Dolly rappresenta una delle più importanti scoperte scientifiche. Dolly fu abbattuta il 14 febbraio 2003 a causa di complicazioni dovute a un'infezione polmonare, frequente nelle pecore più anziane, ma che portò alla speculazione che Dolly fosse morta prematuramente.


Dopo il successo di Dolly, molti altri mammiferi, principalmente di interesse zootecnico, sono stati clonati. Vi sono differenze nell'efficienza di clonazione delle diverse specie. Il metodo di riprogrammazione delle cellule necessario durante la clonazione non è perfetto e spesso i cloni mostrano sviluppi anormali. Ian Wilmut, a capo del team che ha creato Dolly, nel 2007 ha annunciato che la tecnica di trasferimento dei nuclei non sarà mai abbastanza efficiente da poter essere utilizzata con gli umani.

La clonazione è già diventata un'opzione per salvare specie rare dall'estinzione. Nel gennaio del 2009, degli scienziati del Centre of Food Technology and Research di Aragona, nel nord della Spagna, hanno annunciato la clonazione dello stambecco dei Pirenei, che era stato dichiarato ufficialmente estinto nel 2000. Sebbene il neonato stambecco sia morto subito dopo la nascita a causa di difetti fisici nei suoi polmoni, questa è stata la prima volta che un animale estinto è stato clonato, e il tentativo ha aperto la porta per salvare le specie in via di estinzione o estinte di recente, grazie a tessuti da esse prese tenuti in stato di criogenia.

La clonazione è diventata anche un'opzione per far tornare in vita animali domestici a noi cari, come cani e gatti. 

Nell'uomo la clonazione, nonostante l'opposizione basata su motivazioni filosofiche, etiche o mediche, se perfezionata, potrebbe essere una valida strategia riproduttiva, in aggiunta alla fecondazione in vitro, alle madri surrogate, all'adozione e alla riproduzione tradizionale. La clonazione permetterebbe di diminuire i rischi di malattie ereditarie e assicurare la compatibilità nel trapianto di cellule staminali nei fratelli con almeno un genitore in comune. La clonazione umana è comunque allo stato attuale ufficialmente vietata a livello internazionale.