Patto sui migranti, Roma frena. E’ scontro con Berlino

La proposta di compromesso non sembra aver convinto Meloni. Nel mirino i salvataggi delle Ong

Migranti: caos a Lampedusa per trasferimenti (Ansa)

Migranti: caos a Lampedusa per trasferimenti (Ansa)

Roma, 29 settembre 2023 – “Nessun via libera affrettato, il testo va approfondito”. Dopo l'ok arrivato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz al regolamento sulla gestione delle crisi dei migranti, l’Italia fa un passo indietro. Così da creare una situazione di stallo frenando l'intesa chiave per la finalizzazione del Patto sulla migrazione e l'asilo, che sembrava essere arrivata a dama.

La proposta di compromesso avanzata dagli spagnoli ha convinto Berlino ma, evidentemente, non ancora Giorgia Meloni. E in un punto, quello che esclude i salvataggi delle Ong da situazioni di strumentalizzazione della migrazione da parte dei Paesi terzi, rischia seriamente di trovare l'opposizione del governo. Lo scontro con la Germania sulle attività delle Ong resta infatti altissimo. Palazzo Chigi si è detta “sorpresa” che, proprio mentre a Bruxelles era in corso il vertice decisivo per l'ok al Patto sui migranti, nel Mediterraneo navigavano 7 navi gestite dalle ong e battenti bandiera tedesca, delle quali quattro in area Sar italiana.

“La notizia delle 7 navi delle Ong battenti bandiera tedesca conferma i nostri timori. È una coincidenza? Cosa c'è dietro? C'è un interesse elettorale? Di altro tipo? Non può essere, è una cosa che non funziona. Qualcuno forse vuole impedire che ci sia un accordo? C'è veramente molto stupore”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in serata da Berlino, dove ha incontrato la sua omologa Annalena Baerbock. La frenata di Roma sul Patto ha spento l'entusiasmo che, di prima mattina, si respirava dalle parti della presidenza di turno Ue detenuta dalla Spagna. Ursula von der Leyen, da Spalato, aveva chiesto espressamente che ci fosse l'intesa in giornata. E al Consiglio Affari Interni di Bruxelles sia la Commissione che il ministro dell'Interno iberico Fernando Grande-Marlaska attendevano l'accordo politico tra i 27.

La riunione

Subito dopo una riunione dei Rappresentanti Permanenti convocata ad hoc avrebbe formalizzato l'approvazione del testo, uno dei principali - e sicuramente il più spigoloso - che compongono il pacchetto legislativo del Patto sui migranti. Nella sessione della riunione dedicata al dossier la tedesca Nancy Faeser, seguendo le istruzioni di Scholz, ha scandito che Berlino “accetta la proposta di compromesso spagnola”. Dopo di lei, Polonia e Ungheria hanno invece ribadito la loro contrarietà al testo. L'Italia è rimasta in silenzio. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è intervenuto nella prima parte dell'incontro, dedicata alla dimensione esterna e al Memorandum con la Tunisia. “Abbiamo chiesto più fondi per i rimpatri assistiti”, ha spiegato il ministro che, però, nella discussione sul Patto sui migranti, non ha preso parola.

E poco dopo Piantedosi ha lasciato in anticipo la riunione, diretto a Palermo dove ha incontrato i suoi omologhi di Libia e Tunisia. Il Consiglio Affari Interni, saltata l'intesa, è terminato perfino prima del previsto. La commissaria Ylva Johansson e il ministro spagnolo, a microfoni aperti, non hanno puntato il dito contro l'Italia. Si sono detti ottimisti e soddisfatti dei passi avanti fatti, scandendo che "non ci sono grandi ostacoli” all'intesa, attesa “nei prossimi giorni”. 

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