The word peace in the six official languages of the organization is projected at UNESCO headquarters in Paris, France, Saturday, Nov. 14, 2015. French President Francois Hollande said more than 120 people died Friday night in shootings at Paris cafes, suicide bombings near France's national stadium and a hostage-taking slaughter inside a concert hall. (ANSA/AP Photo/Michel Spingler)
The word peace in the six official languages of the organization is projected at UNESCO headquarters in Paris, France, Saturday, Nov. 14, 2015. French President Francois Hollande said more than 120 people died Friday night in shootings at Paris cafes, suicide bombings near France's national stadium and a hostage-taking slaughter inside a concert hall. (ANSA/AP Photo/Michel Spingler)

Parigi, 17 novembre 2015 - "Se siamo in guerra contro il terrorismo jihadista, la nostra non è però una guerra di civiltà. Non è una guerra di civiltà perché i terroristi non hanno mostrato alcuna civiltà". Ecco le parole del presidente francese Francois Hollande, intervenuto con un discorso nell'ambito della 70esima conferenza generale dell'Unesco.

La Francia, pur minacciata dal terrorismo jihadista, non cederà alla paura e resterà il Paese della cultura senza cambiare il suo modo di vivere, sottolinea poi il presidente francese. "Non lottiamo contro il terrorismo nascondendoci, mettendoci tra parentesi, sospendendo la nostra vita economica, sociale, culturale - ha osservato il capo dell'Eliseo - Non cederemo al terrorismo, cambiando il nostro modo di vivere. Non cederemo a nulla. Ecco perché dopo l'emozione e il lutto, la Francia non cambierà: Parigi resterà la città dei cinema, dello spettacolo, dei musei. Tutti i musei rimarranno aperti per far scoprire ai visitatori le meraviglie del nostro patrimonio. La Francia è un Paese aperto e rimarrà aperta alla cultura".