Parigi, 17 ottobre 2020 - Nove persone sono state arrestate nell'ambito dell'indagine per la decapitazione di un professore di storia davanti a una scuola superiore, a nord di Parigi. I primi a essere fermati sono stati i familiari del giovanissimo aggressore, ucciso a sua volta dalla polizia. In paricolare si tratterebbe dei genitori, del fratello 17enne e del nonno del killer, nato 18 anni fa a Mosca ma di origine cecena.

In seguito, come anticipato dall'emittente BfmTv e poi confermato da fonti giudiziarie, sono state prese in custodia altre cinque persone. Tra questi un genitore che aveva pubblicato il video in cui si lamentava dell'atteggiamento dell'insegnante che aveva mostrato le vignette di Maometto in classe, e un suo amico che lo aveva accompagnato a incontrare il preside. Tra i fermati c'è il noto islamista Abdelhakim Sefrioui, l'uomo che accompagnò l'8 ottobre il padre di una studentessa dalla preside della scuola di Bois d'Aulne di Conflans-Saint-Honorine per chiedere l'esclusione dalla scuola dell'insegnante che aveva mostrato in classe le caricature di Maometto. 

Secondo l'inchiesta il baby aggressore era risentito dal fatto che l'insegnante, il 47enne Samuel Paty, avesse mostrato ai suoi alunni le vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo durante una lezione sulla libertà d'espressione. Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito fonti investigative citate da 'Le Parisien', Paty aveva ricevuto diverse minacce. Il ministero dell'Interno ha confermato che un genitore aveva persino presentato una denuncia la scorsa settimana, alla quale l'insegnante aveva reagito con una querela per diffamazione.

Il suo corpo decapitato è stato rinvenuto nei pressi della scuola dove insegnava, a Conflans Saint-Honorine. L'assassino è stato intercettato dagli agenti mentre stava fuggendo, con un coltello da cucina in mano, in direzione della vicina città di Eragny. Quando gli agenti gli hanno intimato di posare l'arma, il giovane, che era in possesso anche di un fucile, ha aggredito i poliziotti, che lo hanno abbattuto a colpi di pistola.

Prima di scappare, il giovane assassino aveva pubblicato su Twitter una fotografia della testa decapitata della vittima. "Ho giustiziato uno dei vostri cani infernali", si leggeva nel post, firmato al-Ansar su un profilo non autenticato, nel quale l'omicida si rivolge "a Macron, il capo degli infedeli" e loda "Allah il misericordioso".

E c'è un ulteriore particolare. "La sorellastra del padre che ha pubblicato il video su Youtube" in cui si contesta la lezione del professore decapitato sulla libertà d'espressione "ha fatto giuramento di fedeltà all'Isis ed è partita per la Siria. È oggetto di mandato di cattura": lo ha detto il procuratore antiterrorismo, Jean-Francois Ricard, in una conferenza stampa a Parigi.

L'Eliseo ha fatto sapere che sarà organizzato "un omaggio nazionale" all'insegnante decapitato. Intanto sui social francesei #jesuisenseignant (io sono un insegnante) è l'hashtag più diffuso della giornata. 

Il settimanale satirico Charlie Hebdo ha chiamato alla mobilitazione. L'appuntamento per protestare "contro questo orrore", diffuso in un tweet al quale hanno già aderito diverse associazioni e sindacati, è fissato per domani alle 15 a place de la République. Già oggi, davanti alla scuola dove è avvenuto l'omicidio del professor Samuel Paty, si è radunata una folla spontanea di persone che hanno depositato fiori ed esposto cartelli in memoria dell'insegnante decapitato.