Parigi, 25 settembre 2020 - A Parigi torna la paura degli attacchi terroristici di matrice islamica. Un agguato a colpi di mannaia è infatti avvenuto oggi nei pressi della ex redazione di Charlie Hebdo nell'11° arrondissement. Due i feriti: un uomo e una donna dipendenti dell'agenzia di stampa e società di produzione tv Premières Lignes, che aveva prodotto anche un documentario sugli jihadisti. Altri tre uomini sono stati arrestati e posti in stato di fermo dalla polizia francese nell'ambito dell'inchiesta antiterrorismo. I tre uomini sono di nazionalità pachistana e condividono la stessa casa del principale sospetto. Questi tre fermi si aggiungono a quello del principale sospetto e di un altro uomo, un algerino, di cui non si hanno informazioni chiare. Sempre secondo Le Figaro, il 18enne non aveva mostrato segni di radicalizzazione quando, al suo arrivo in Francia nell'agosto 2018, era stato preso in cura dall'assistenza sociale. 

Il principale sospettato è un pachistano di 18 anni, Alì H, sconosciuto ai servizi di intelligence, ma noto alla polizia per reati comuni. Secondo quanto hanno fatto sapere fonti della procura alla tv BFM, il giovane avrebbe riconosciuto i fatti. Resta invece "ancora da definire" il ruolo del secondo uomo: un algerino di 33 anni in qualche modo legato al diciottenne. Ritrovata anche l'arma usata (una mannaia) vicino all'entrata della stazione della metropolitana 'Richard Lenoir'.

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La conferma dell'attacco era arrivata subito dal primo ministro francese, Jean Castex, che in diretta tv aveva annunciato l'immediata interruzione della sua visita nella Seine Saint-Denis per recarsi alla cellula di crisi. Premier che ha poi affermato la sua "ferma volontà di lottare con tutti i mezzi contro il terrorismo", precisando che i feriti "non sono in pericolo" di vita. "Questo attacco è avvenuto in un luogo simbolico nello stesso momento in cui si svolge il processo per gli oltraggiosi attacchi contro  Charlie Hebdo - ha detto ancora Castex -. Questa è un'opportunità per il governo di esprimere il suo attaccamento alla libertà di stampa, per affermare alla nazione la nostra piena mobilitazione. Esprimo solidarietà alle famiglie delle vittime e ai colleghi di lavoro".

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Il 9 settembre è iniziato il processo per l'attentato avvenuto il 7 gennaio 2015 nella redazione del giornale satirico, in cui persero la vita 12 persone, e per altri due attacchi sempre in Francia. In coincidenza del via al processo, Charlie Hebdo ha ripubblicato le vignette del profeta Maometto che probabilmente fecero del giornale francese un bersaglio del terrorismo islamico.

Solidarietà alla Francia

MICHEL - "Non c'è posto per il terrore nel territorio europeo, così su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, commenta l'attacco. "Piena solidarietà col popolo francese" di fronte "a questa nuova prova" aggiunge Michel, dedicando i suoi "pensieri alle vittime del vile atto di violenza".

CONTE - "Solidarietà alla Francia per il vile attacco nei pressi della ex sede di Charlie Hebdo. Siamo vicini al popolo francese e seguiamo con apprensione l'evolversi della situazione. L'Italia è al fianco di chi combatte ogni forma di violenza" così il premier Giuseppe Conte ha commentato su Twitter l'attacco di Parigi.

CHARLIW HEBDO - Il settimanale satirico Charlie Hebdo esprime su Twitter la sua solidarietà "alle persone colpite". "Tutta la squadra di Charlie esprime sostegno e solidarietà ai suoi ex vicini e confratelli di Pltv e alle persone colpite da questo odioso attacco".