9 mag 2022

Parata 9 maggio a Mosca: lo zar Putin vola basso. Ecco perché

Alla parata della Vittoria, nessun salto di qualità. Niente dichiarazione di guerra, minacce di allargamento della guerra ai paesi Nato o di utilizzare armi atomiche. La prospettiva è di un conflitto che durerà per mesi. E dal quale emergeranno due vincitori, Cina e America, con la Russia indebolita ed emarginata, ridotta a fare il comprimario, vassallo di Pechino

alessandro farruggia
Esteri

Il tanto temuto salto di qualità non c'è stato. Niente dichiarazione di guerra all'Ucraina che metta fine alla farsa dell'operazione speciale e apra alla mobilitazione generale in Russia; niente minacce di utilizzo del nucleare tattico o minacce dirette di allargamento del conflitto a paesi Nato se non smetteranno di fornire armi e assistenza a Kiev; niente riferimenti concreti agli eventuali obiettivi territoriali (Odessa, l'Intero Sud, la Transnistria) al di là di Donbass e Crimea. Niente di niente. E menomale. Vladimir Putin è uno Zar confuso, chiuso nella trappola della retorica che lui stesso ha creato e incapace di volare alto in una parata per la Vittoria della Grande guerra patriottica - la Seconda Guerra Mondiale - nella quale neppure la sua aviazione (a causa di presunte cattive condizioni meteo) ha volato. Tutto è stato terra terra. Modesti i riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale che viene artificiosamente legata all'attuale invasione dell'Ucraina, scontate e difensive le affermazioni sulla necessità della Russia di intervenire prima di un fantomatico attacco della Nato, attacco che fu un classico della propaganda sovietica, ma che era ed è confinato nel libro dell'impossibile, utile solo per giustificare una politica aggressiva da parte di Mosca.

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Mancando le ragioni, Putin si difende con poca retorica e con scarse prospettive davanti a sé che non siano solo una continuazione di un guerra di attrito. Putin non aveva nulla da celebrare in questo 9 maggio e la parata della vittoria non è potuta essere, come avrebbe voluto, la parata della vittoria contro l'Ucraina. La prospettiva adesso è quella di una guerra che si trascinerà ancora per mesi, probabilmente fino all'estate. Dopodiché Putin, se non sfonderà come pare sempre più probabile, dichiarerà comunque vittoria e si fermerà. Probabilmente senza trattative e quindi senza firmare una pace vera e propria, ma semplicemente bloccandosi sui territori conquistati.

La parata della vittoria a Mosca (Ansa)
La parata della vittoria a Mosca (Ansa)

Una soluzione come quella vista nel conflitto tra le Coree negli anni '50 e che non ha portato ad un accordo di pace. In un quadro simile, le sanzioni non sarebbero tolte e nel giro di pochi anni l'Europa completerebbe il suo affrancamento dagli idrocarburi russi (e auspicabilmente da tutte le fonti fossili entro il 2050) lasciando a Mosca l'unica alternativa di fare il vassallo fornitore di materie prime alla Cina. Che di questa partita rischia di essere, al pari dell'America e forse ancora di più, il vincitore. Mentre lo sconfitto del quadro geostrategico ed economico sarà chi oggi festeggiava una antica e gloriosa vittoria, la Russia. 

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La parata della Vittoria a Mosca
La parata della Vittoria a Mosca

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