19 mar 2022

Il Papa e la missione in Ucraina. "Qui serve tutto, ma rischia troppo a partire"

Giani, ex capo della Gendarmeria vaticana, con le Misericordie nel Paese invaso. "In soccorso dei bimbi"

pierfrancesco de robertis
Esteri
Volontari si riposano sopra i sacchi di vestiti per i rifugiati. In alto, il presidente delle Misericordie Domenico Giani a LeopoliDomenico Giani, 59 anni, col Papa
Volontari si riposano sopra i sacchi di vestiti per i rifugiati (Ansa)

Nella sua prima vita Domenico Giani ha girato il mondo al seguito di tre Papi, spesso anche precedendoli come fa chi deve organizzare nei minimi dettagli con le autorità locali la sicurezza del capo della Chiesa cattolica. Adesso è iniziata la seconda vita, ma i chilometri ci sono sempre. E come presidente nazionale delle Misericordie Giani è in giro per l’Europa in missione umanitaria, per organizzare l’arrivo in Italia dei profughi ucraini. Un compito che gli è in un certo modo facilitato dal gran numero e dalla qualità dei rapporti che ha intessuto negli anni al vertice della Gendarmeria vaticana, e che tuttora intrattiene. Due giorni fa Giani è rientrato dall'Ucraina. "Le Misericordie da subito hanno avviato un confronto quotidiano con le autorità locali e le organizzazioni che già operano sul posto, come la Caritas. Il nostro impegno non vuole lasciar solo nessuno: facciamo squadra per massimizzare la nostra risposta umanitaria seguendo il pieno rispetto dei principi della dignità, della solidarietà, della tutela della persona in ogni condizione e situazione". Dottor Giani, dove siete stati di preciso? "In Polonia e poi a Leopoli. Abbiamo incontrato il sindaco, una persona molto coraggiosa, piena di dignità. C’era appena stato il bombardamento russo, eppure la città era viva, con la gente che circolava per le strade". Che cosa ha visto? "Tanta sofferenza, tanta umanità, tanto orgoglio. Donne e bambini che scappavano arrivando da chissà dove, con in braccio di tutto. Bagagli, gatti, cani, effetti personali. Le scene che abbiamo purtroppo visto in tv, ma che dal vivo sono molto più crude". Che scena l’ha colpita di più? "Mah, guardi in vita mia ho visto molte cose e tante situazioni differenti in tutto il mondo, ma alla frontiera ucraina tutto è stato forte. Forse più di tutto mi ha colpito vedere noi che stavamo ...

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