Papa Francesco in Sri Lanka (Ansa)
Papa Francesco in Sri Lanka (Ansa)

Colombo, 14 gennaio 2015 - La Chiesa Cattolica in Sri Lanka "non chiede altro che la libertà di portare avanti la sua missione". Papa Francesco lo ha affermato davanti a oltre 500mila persone che hanno partecipato alla messa da lui celebrata sulla spiaggia di Colombo in occasione della canonizzazione del primo santo di questo Paese, il sacerdote oratoriano Giuseppe Vaz. "La libertà religiosa - ha ricordato - è un diritto umano fondamentale. Ogni individuo dev'essere libero, da solo o associato ad altri, di cercare la verità, di esprimere apertamente le sue convinzioni religiose, libero da intimidazioni e da costrizioni esterne".

"Come ci insegna la vita di Giuseppe Vaz, l'autentica adorazione di Dio - ha detto il Pontefice - porta non alla discriminazione, all'odio e alla violenza, ma al rispetto per la sacralità della vita, al rispetto per la dignità e la libertà degli altri e all'amorevole impegno per il benessere di tutti". 

"In San Giuseppe - infatti - vediamo un segno eloquente della bontà e dell'amore di Dio per il popolo dello Sri Lanka e anche uno stimolo a perseverare nella via del Vangelo, a crescere noi stessi in santità, e a testimoniare il messaggio evangelico di riconciliazione al quale egli ha dedicato la sua vita". "I cristiani di questo Paese - ha concluso - possano essere confermati nella fede e dare un contributo ancora maggiore alla pace, alla giustizia e alla riconciliazione nella società srilankese". 

Un lungo applauso è seguito alla lettura della formula con cui il Papa ha proclamato il nuovo santo, nato in India da famiglia portoghese e approdato nello Sri Lanka per sostenere i cattolici durante la persecuzione ad opera dei calvinisti olandesi. Giuseppe Vaz era stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1995.