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18 ago 2014

Il Papa: "Siamo nella terza guerra mondiale. Lecito fermare aggressore, senza bombe"

Il Papa a Roma dopo il viaggio a Seul. "E' stato raggiunti un livello di crudeltà spaventosa". E annuncia: "Andrei in Cina anche domani"

18 ago 2014
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Pope Francis (C) and Father Federico Lombardi (R) give a press conference aboard the plane carrying him back to Rome at the end of a five-day trip to South-Korea, on August 18, 2014. AFP PHOTO / VINCENZO PINTO
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Pope Francis (C) and Father Federico Lombardi (R) give a press conference aboard the plane carrying him back to Rome at the end of a five-day trip to South-Korea, on August 18, 2014. AFP PHOTO / VINCENZO PINTO

Seul, 18 agosto 2014 - " E' una terza guerra mondiale, ma a pezzi" . Nel volo che lo ha riportato a Roma da Seul , Papa Francesco ha denunciato l'efferatezza delle guerre non convenzionali e che sia stato raggiunto "un livello di crudeltà spaventosa" di cui spesso sono vittime civili inermi, donne e bambini. "La tortura è diventata un mezzo quasi ordinario".

Quando c'è una ingiusta aggressione, è l ecito fermare l'aggressore ingiusto . Fermare solo, però: non dico bombardare, fare guerra. I mezzi debbono essere valutati", ha detto Bergoglio rispondendo a una domanda di un giornalista statunitense che gli chiede dei bombardamenti in atto sull'Iraq a difesa di minoranze, compresi quelle cristiane, che vengono massacrate. "Una sola nazione - ha messo subito in chiaro Francesco - non può giudicare come si ferma l'aggressione. Dopo la seconda guerra mondiale questo compito è delle Nazioni Unite".

"Dobbiamo avere memoria - ha scandito il Papa - di quante volte con questa scusa di fermare l'aggressione ingiusta le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto vere guerre di conquista". Secondo Francesco, comunque, "fermare l'aggressore ingiusto è un diritto che ha l'umanità, e quello di essere fermato è un diritto che ha l'aggressore". "Io - ha concluso infine - posso dire soltanto questo: sono d'accordo sul fatto che q uando c'è un aggressore ingiusto venga fermato".

PACE ISRAELE-PALESTINA - E riguardo alla crisi tra Israele e Palestina, il Papa ha sottolineato che " quella preghiera assolutamente non è stata un fallimento".

"L'iniziativa - ha ricordato - non è uscita da me, ma dai due presidenti, l'israeliano Shimon Peres e il palestinese Abu Mazen: loro mi hanno fatto arrivare questa inquietudine. Questi due uomini sono credenti, sono convinti".

POSSIBILE VIAGGIO IN CINA - "Lei vuole sapere se io ho voglia di andare in Cina? Ma sicuro, mi piacerebbe andarci già domani . Sempre la Santa Sede è aperta ai contatti con Pechino: sempre, perchè ha grande stima e rispetto per il popolo cinese". Inoltre Francesco aveva pensato di recarsi in Kurdistan per dare il suo sostegno alle popolazioni, cristiane e non, in fuga dalle città dell'Iraq. Il viaggio avrebbe dovuto realizzarsi proprio in questi giorni, cioè al rientro dalla Corea. Il desiderio di Francesco era quello di far sentire la propria vicinanza a tutte le persone perchè, ha spiegato ai giornalisti, "ci sono i cristiani martiri, ma qui ci sono uomini e donne che soffrono, non solo i cristiani, e tutti sono uguali davanti a Dio".

E come di consueto al ritorno da un viaggio apostolico, il Papa si è recato alla Basilica di Santa Maria Maggiore per pregare davanti all'immagine della Madonna. 

IL VIAGGIO IN COREA - Sarà ricordato per l'apertura del dialogo con la Cina e con la Corea del Nord ma anche per il grande seguito di fedeli il viaggio del Papa in Corea . Bergoglio è tornato a Roma, dopo c inque giorni, cinque località, dieci discorsi, incontri affollati con i giovani a Daejon e Hemi. Mano tesa alle culture e Stati asiatici per un'apertura non solo diplomatica. L'aereo papale è decollato dalla base aerea di Seul alle 13 ora locale, quando in Italia erano le sei del mattino.

PENSIERO ALLA CINA - Prima di lasciare l'Asia, il Pontefice ha rivolto ancora un pensiero alla Cina. "Ritornando a Roma dopo la mia visita in Corea, desidero rinnovare a lei eccellenza e ai suoi cittadini l'assicurazione dei miei migliori voti, e invoco la divina benedizione sulla sua terra ". E' il testo di un messaggio che Francesco ha indirizzato al presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping , nel momento in cui l'apparecchio della Korean Airlines che lo riporta a Roma sorvolava il territorio del Paese. E' la seconda volta che ciò avviene: nessun altro Papa, fino a mercoledì scorso, aveva mai sorvolato al Cina. 

Nell'ultimo giorno nella capitale sudcoreana, il Papa ha celebrato una messa nella cattedrale di Myeong-dong, costruita nel luogo di preghiera delle prime comunità cristiane sin dal 1784. La messa era specificamente intitolata "per la pace e la riconciliazione" , per il desiderio di papa Francesco di affidare il problema della divisione del popolo coreano in due Stati prima di tutto alla preghiera e alla buona volontà delle persone e dei popoli. Papa Bergoglio ha ricordato "la divisione e il conflitto che dura da oltre sessanta anni", ricollegandola alla lettura biblica del giorno, che parla della "promessa di Dio di restaurare nell'unità un popolo disperso dalla sciagura e dalla divisione".

Prima della messa, c'è stato il commovente abbraccio con alcune delle anziane e malandate superstiti del gruppo di ex schiave - le "confort women" - che durante la seconda guerra mondiale furono deportate contro il loro volere in Giappone per servire come prostitute al bisogno dei soldati dell'Impero del Sol Levante.

RECORD SU TWITTER - "Tanti innocenti sono stati cacciati dalle loro case in Iraq. Signore, ti preghiamo perché possano presto ritornarvi". E' il tweet lanciato da Papa Francesco mentre è in volo dalla Corea verso Roma. In precedenza il Pontefice aveva lanciato un altro tweet chiedendo ai fedeli di avere "fiducia nella potenza della croce di Cristo".  I nove account twitter del Papa (@pontifex) hanno superato intanto i 15 milioni di 'followers'.

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