Papa Francesco in partenza per gli Emirati (Afp Lapresse)
Papa Francesco in partenza per gli Emirati (Afp Lapresse)

Roma, 3 febbraio 2019 - Papa Francesco è arrivato negli Emirati Arabi, ventisettesima missione del suo pontificato. Il pontefice, che è atterrato ad Abu Dhabi nel tardo pomeriggio, durante il volo si è definito pellegrino di pace e di fraternità tra i popoli. Bergoglio intanto guarda all’emergenza umanitaria nel vicino Yemen, al punto da citarla all’Angelus rivolgendo un appello accorato affinché si raggiuna il rispetto degli accordi, in particolare per alleviare le sofferenze di migliaia di bambini che patiscono la fame e muoiono di stenti a causa di una guerra che fa strage di civili. Con un gesto evocativo, prima della recita della preghiera mariana a mezzogiorno in piazza San Pietro, il Papa ha incontrato a Casa Santa Marta un gruppo di una decina di persone di diversi Paesi mediorientali, cristiani e musulmani, accolti dall’Elemosineria Apostolica e dalla Comunità di Sant’Egidio.

“Sono in partenza per gli Emirati Arabi Uniti. Mi reco in quel Paese come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo e percorrere insieme sentieri di pace. Pregate per me!“, ha poi affermato Francesco in un tweet. 

PARTENZA DA FIUMICINO - Al suo arrivo a Fiumicino, ha visitato la struttura adibita all’assistenza di persone senza fissa dimora che cercano riparo nelle sale d'attesa dell’aeroporto. Un telegramma dalla Santa Sede è stato inviato nella circostanza al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella per rivolgere un saluto e la benedizione apostolica. Tenendo come di consueto la borsa nera ben stretta nella mano sinistra, e appoggiandosi con l’altra al corrimano della scaletta, Francesco è salito sul Boeing 777-200 Er dell’Alitalia accolto all’ingresso dall’equipaggio, prima di imbarcarsi ha salutato i presenti con un cenno della mano. Alle ore 13.27 il decollo alla volta di Abu Dhabi, dove alle 22 (le 19, ora di Roma) è previsto l’atterraggio. Francesco sarà il primo Pontefice a mettere piede nella Penisola araba, culla dell’Islam. Nella capitale degli Emirati parteciperà all’incontro interreligioso sulla Fratellanza, con altri 700 leader di varie religioni, con al fianco in particolare il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb.

INCONTRO CON L'IMAM - Nel corso dei tre giorni che trascorrerà negli Emirati, fino al 5 febbraio, il Papa prenderà parte, tra le altre cose, a una conferenza interreligiosa, insieme ad altri 700 leader di varie confessioni, e qui incontrerà Ahmed al-Tayeb, imam di Al-Azhar, il centro studi più autorevole dell’Islam sunnita, integralista ma dialogante, istituzione che Bergoglio conosce e con la quale intrattiene relazioni. All'ex consigliere dell'imam, Mohamed Mahmoud Abdel Salam, il Vaticano ha appena concesso una onorificenza per essersi adoperato nel dialogo interreligioso e nel rafforzamento delle relazioni tra Al-Azhar e la Chiesa Cattolica.

NELLO SPIRITO DI ASSISI - Francesco ha in agenda anche un incontro privato, nella Grande moschea degli Emirati, con i membri del Muslim Council of Elders. La visita coincide con una ricorrenza speciale, sono infatti trascorsi 800 anni dal leggendario incontro di San Francesco di Assisi con il sultano d’Egitto, Malik al Kamil. Dalla preghiera attribuita al Poverello è stato tratto il motto del viaggio: ‘Fammi canale della tua pace’.

MESSA ALLO STADIO - Al netto del dialogo interreligioso, l’evento più atteso è anche un altro. Nel periodo storico che gli Emirati hanno ribattezzato anno della tolleranza, la concessione fatta al Vaticano è il massimo che si poteva immaginare nel mondo arabo: celebrare pubblicamente la santa messa in uno stadio, i 135mila biglietti messi a disposizione per assistere all’avvenimento sono andati a ruba. Per l’occasione, la data del 5 febbraio sarà considerata festa per tutti i dipendenti che vorranno prendere parte alla celebrazione. Il Golfo Persico accoglie del resto centinaia di migliaia di lavoratori cristiani immigrati, provenienti da tanti Paesi dell’Asia e dell’Africa. Solo negli Emirati sono circa un milione, il 10% della popolazione.  Le organizzazioni per i diritti umani scalpitano, sperano di sollevare una questione, perché negli Emirati la libertà d’espressione è repressa, tanto che  Amnesty International ha chiesto al Papa di farsi interprete di questa esigenza.

APPELLI PER LA PACE - Per quanto riguarda il conflitto nel vicino Yemen, sono ormai quattro anni che Sana’a, la capitale, è dilaniata da una guerra sanguinosa. Già il 25 dicembre, durante l’Urbi et Orbi, Bergoglio aveva incoraggiato il negoziato di pace che si è aperto in Svezia per fermare gli scontri che vedono da una parte il governo yemenita, sostenuto da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, e dall’altra i ribelli Houthi, appoggiati dall’Iran sciita. Bergoglio segue la crisi umanitaria con “grande preoccupazione”, ha detto alla fine dell’Angelus della domenica. La popolazione non riesce ad accedere ai depositi di alimenti. L’appello alle parti e alla Comunità internazionale, è lapidario: “osservate gli accordi raggiunti, assicurate la distribuzione del cibo e lavorate per il bene della popolazione”. 

L'AGENDA NEL DETTAGLIO - Lunedì 4 febbraio alle 12 ad Abu Dhabi è in programma la cerimonia di benvenuto all'ingresso del palazzo presidenziale e la visita ufficiale al Principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti. Alle 17 si tiene l'incontro privato con i membri del Muslim Council of Elders nella Gran Moschea dello sceicco Zayed e alle 18.10 l'incontro interreligioso nel Founder's Memorial dove il Papa pronuncerà un discorso. Martedì 5 febbraio alle 9.15 Francesco farà una visita alla cattedrale di Abu Dhabi e alle 10.30 celebrerà la messa nello Zayed Sports City, dove terrà l'omelia. Alle 12.40 è prevista la cerimonia di congedo all'aeroporto presidenziale di Abu Dhabi. Alle 13 la partenza. L'atterraggio in Italia è previsto alle 17 nell'aeroporto internazionale di Roma-Ciampino.