Budapest, 12 settembre 2021 -  Papa Francesco è a Budapest, dove incontrerà il premier Viktor Orban e il presidente della Repubblica Janos Ader. E a bordo del velivolo che lo portava alla prima tappa del viaggio (andrà anche in Slovacchia) il Pontefice ha trovato il tempo di sottolineare l'importanza della ripresa dei viaggi, a lungo bloccati dalla pandemia, e di 'salutare' Alitalia. E il  34esimo viaggio all'estero di Bergoglio. Nell'incontro, definito 'cordiale' col premier sovranista, si è parlato di famiglia e ambiente.

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Poi Francesco ha incontrato i vescovi d'Ungheria e il Consiglio ecumenico delle Chiese con le comunità ebraiche, lanciando un forte invito a "impegnarci per promuovere insieme una educazione alla fraternità, così che i rigurgiti di odio che vogliono distruggerla non prevalgano. Penso alla minaccia dell'antisemitismo, che ancora serpeggia in Europa e altrove. È una miccia che va spenta".

L'incontro con Orban

L'incontro di papa Francesco con il premier sovranista ungherese Viktor Orban, il presidente della Repubblica Janos Ader e il vice primo ministro Zsolt Semjen "si è svolto secondo il programma previsto, in un clima cordiale, ed è terminato alle ore 9.25", durando in tutto circa 40 minuti,  comunica la Sala stampa vaticana. Tra i vari argomenti trattati, "il ruolo della Chiesa nel Paese, l'impegno per la salvaguardia dell'ambiente, la difesa e la promozione della famiglia".
Sulla sua pagina Facebook, Orban ha scritto: "Ho chiesto a Papa Francesco di non lasciare che la Ungheria cristiana perisca".

Lo scambio di doni

Nel tradizionale scambio dei doni, Papa Francesco ha regalato al presidente Ader un quadro in mosaico raffigurante la "Benedizione papale a piazza San Pietro" da un dipinto ad olio di Ippolito Caffi eseguito verso la metà dell'800 e oggi conservato nel Museo di Roma, mentre al premier Orban il pontefice ha donato un Trittico. 

Le dichiarazioni durante il volo

"Buongiorno a voi. Grazie per la compagnia - ha detto il Papa ai 78 giornalisti al seguito -  Questo volo ha un po' il gusto del congedo, perché ci lascia il Maestro delle cerimonie: è l'ultimo viaggio, perché è diventato vescovo. Poi ci lascia 'il dittatore di turno' (si volta e guarda sorridendo Mons. Datonou, organizzatore dei viaggi pontifici, ndr). È bravo… anche lui è stato nominato vescovo e lascia il posto a un monsignore, Giorgio si chiama, indiano: sempre sorride, sempre. Sarà 'un dittatore con il sorriso'!".
E ancora:  "Oggi non c'è la decana, anche in questo volo Valentina (Alazraki) non c'è, ma c'è (Philip) Pullella, credo: eccolo lì, vedo la pista di atterraggio (indica la testa di Pullella). Andiamo avanti, ricordando sempre coloro che non sono sul volo perché sono nostri compagni. Adesso io passerò per salutarvi, un pò di fretta perché i tempi sono stretti. Grazie". 

Il saluto ad Alitalia

Il Papa a Budapest: ultimo volo con Alitalia /Ansa)

"Ci lascia l'Alitalia… Tanti congedi, ma riprendiamo i viaggi e questa è una cosa molto importante, perché andremo a portare la parola e il saluto a tanta gente", ha poi aggiunto Bergoglio riferendosi al fatto che quello a Budapest e in Slovacchia è l'ultimo viaggio fatto con l'ormai ex compagnia di bandiera italiana, che ha trasportato i Papi fin dal primo viaggio fatto a Paolo VI. 

Il telegramma a Mattarella

 "Nel momento in cui mi accingo a partire per Budapest in occasione della giornata conclusiva del Congresso eucaristico internazionale, diretto poi in Slovacchia per incontrare i fratelli nella fede e gli altri abitanti di quella Nazione, mi è gradito rivolgere a Lei, signor presidente, e all'intero popolo italiano il mio cordiale pensiero che accompagno con sinceri auspici di serenità e di generoso impegno per il bene comune", scrive Bergoglio nel telegramma inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.