Padre Paolo Dall'Oglio, rapito dall'Isis il 29 luglio del 2013 in Siria (Dire)
Padre Paolo Dall'Oglio, rapito dall'Isis il 29 luglio del 2013 in Siria (Dire)

Damasco, 7 febbraio 2019  - Nuove speranze per padre Paolo Dall'Oglio. Il religioso 64enne, rapito dall'Isis il 29 luglio del 2013 in Siria, sarebbe vivo e potrebbe essere liberato non tra molto. Secondo il Times, che cita fonti curdo-arabe Sdf, l'ala siriana dello Stato Islamico è allo stremo e sta trattando una via d'uscita sicura dal Paese. Il nome del religioso italiano risulta tra i prigionieri che Daesh sarebbe pronto a liberare in cambio di un passaggio sicuro per gli jihadisti dalla Siria. Ma le stesse fonti citate dalla stampa britannica avrebbero smentito la notizia su Dall'Oglio attraverso il portavoce delle Forze siriane democratiche. Certo è che i combattenti jihadisti bloccati in sacche di resistenza in Siria stanno trattando per avere una via d'uscita, anche sotto pressione dei tanti foreign fighter.  

Nell'accordo con gli estremisti musulmani, riportato dal Times, oltre a padre Dall'Oglio, rientrerebbero anche il giornalista britannico John Cantlie (usato più volte nei video propaganda dell'Isis) e un'infermiera neozelandese della Croce Rossa. I tre ostaggi sono stati sequestrati i tre diverse occasioni nei primi giorni dell'offensiva dell'Isis in Siria. 

Solo ieri il presidente Donald Trump, ribadendo quanto già detto giorni fa, ha insistito sul fatto che lo Stato Islamico in Siria sarà sconfitto "al 100%" nel giro di una settimana". E poi ha confermato la sua intenzione fi riportare a casa le truppe Usa in Siria. "Probabilmente già la prossima settimana avremo liberato il 100% del territorio controllato dall'Isis in Siria e in Iraq".

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500 COMBATTENTI CERCANO SCAMPO - Le fonti curde citate dalla stampa britannica sostengono che i tre "potrebbero essere ancora vivi. Tutti e tre gli ostaggi sono stati citati da prigionieri Isis e dalle loro famiglie, catturati recentemente mentre cercavano di fuggire dall'assedio della città di Foqani Baghuz". Sono almeno 500 i membri dell'Isis, compresi i foreign fighters, che vogliono negoziare la loro fuga verso un'area del deserto ancora controllata dallo Stato Islamico, che si trova al di là dell'Eufrate. 

007: ATTENZIONE - I servizi mettono in guardia: le informazioni sugli ostaggi potrebbero essere solo un tattica negoziale per ottenere il passaggio sicuro. Ma anche il governo britannico sembra credere che Cantlie sia ancora vivo e nelle mani dei jihadisti. E' stato il viceministro della sicurezza britannico, Ben Wallace, ha svelare la speranza del Foreign Office: "Queste sono le figure ideali per Isis da usare nella loro negoziazione per un corridoio sicuro di fuga". 

CANTLIE E FOLEY, DUE DESTINI DIVERSI - Il rapimento di Cantlie in Siria risale al novembre 2012, mentre lavorava con il fotoreporter Usa James Foley, che in video fu decapitato. Cantlie sarebbe stato visto l'ultima volta a Mosul a dicembre 2016.  L'infermiera neozelandese faceva invece parte del team di sei operatori rapiti Siria nordoccidentale nell'ottobre 2013. Tutti gli altri sono stati poi liberati.

Il giornalista britannico John Cantlie (Ansa)

NUNZIO APOSTOLICO IN SIRIA - Il nunzio apostolico in Siria, cardinale Mario Zenari, ha commentato: "Niente è da escludere, ma bisogna aspettare: certo, sarebbe una bellissima notizia". Zenari è comunque cauto: "Da cinque anni siamo stati come su un'altalena con le voci su padre Dall'Oglio, rapito a luglio 2013: una volta di qua, una di là" e mai una conferma. "Proprio in questi giorni pensavo, sentendo il presidente Usa Trump dire che in una settimana tutto sarà finito, che se sarà così allora verrà fuori anche un sì o un no per Padre Paolo, per gli ostaggi", a spiegato Zenari. Il nunzio apostolico ipotizza che in quella zona assediata da forze curdo-arabe sostenute dagli Stati uniti "ci saranno i pesci grossi e avranno portato qualche ostaggio importante". 

VATICANO: NESSUN RISCONTRO - Il Vaticano con un secco: "Non abbiamo riscontri", commenta la notizia che dà padre Dall'Oglio ancora in vita. Alessandro Gisotti, direttore della Sala stampa vaticana, rispondendo alle varie richieste di commento della notizia del Times, aggiunge: "L'unica cosa che possiamo dire in questo momento è che continuiamo a pregare perché padre Paolo Dall'Oglio sia vivo". E conclude: "Mi associo alle parole di speranza pronunciate questa mattina dal nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, che abbiamo avuto modo di sentire".

CURDI SMENTISCONO - Le forze curdo-siriane, che guidano l'offensiva contro l'Isis nel sud-est della Siria aiutate dagli Stati Uniti, hanno smentito quanto riportato dal Times riguardo al gesuita italiano Paolo Dall'Oglio, e al fatto che sia ancora vivo. La precisazione arriva direttamente da Mustafa Bali, portavoce delle Forze siriane democratiche (Sdf), raggiunto telefonicamente. 

ASSOCIAZIONE AMICI DI DALL'OGLIO: PLAUSIBILE SIA ANCORA VIVO  - Nonostante la smentita curda, o meglio, la precisazione di non essere a conoscenza del fatto se il religioco sia ncora vivo, Riccardo Cristiano, presidente dell'associazione Giornalisti amici di padre Dall'Oglio commenta speranzoso: "E' uno scenario molto complesso ma a mio avviso plausibile perchè è la prima volta che fonti attribuibili direttamente all'Isis parlano di padre Paolo", quindi la speranza è l'ultima a morire: "E' plausibile perchè già in passato i combattenti dell'Isis avevano proposto il rilascio degli ostaggi in cambio della cessazione delle ostilità: è successo a Raqqa e ad Arsal". Secondo Cristiano la novità è lo scambio di ostaggi: "Questo fa pensare che nella colonna dell'Isis ci siano persone di primaria importanza".