Londra, 12 febbraio 2018 - Alla fine lo scandalo sessuale che ha travolto Oxfam, famosa ong britannica, ha portato alle dimissioni della vice direttrice esecutiva Penny Lawrence. A innescare la bufera un'inchiesta del Times che ha portato alla luce i festini a base di prostitute (forse anche minorenni) e orge organizzati nel 2010 da alcuni funzionari inviati per le operazioni di soccorso ad Haiti. Durissime le reazioni, con la Commissione Europea e il Ministro per la Cooperazione internazionale del Regno Unito, Penny Mordaunt, che hanno minacciando di togliere i fondi alla Ong qualora non si facesse "piena luce" sull'accaduto.

Nonostante le alte sfere di Oxfam abbiano prontamente condannato l'accaduto e annunciato una politica di tolleranza zero, oggi il Times e altri giornali britannici sono tornati sulla vicenda accusando la ong di aver "ignorato diversi avvertimenti" relativi agli abusi perpetrati ad Haiti. Nel tweet di risposta della compagnia qui riportato si legge: "I comportamenti svelati dal Times ad Haiti nel 2011 sono totalmente inaccettabili, contrari ai nostri valori e agli elevati standard che ci aspettiamo dal nostro staff".

Nella sua lettera di dimissioni, la Lawrence ha spiegato che "si vergogna" di quanto accaduto, informando che essendo stata a capo dei programmi internazionali all'epoca dei fatti è stato necessario assumersi la responsabilità formale. "Sono fortemente rattristata per il danno e la sofferenza che questo ha prodotto per i sostenitori di Oxfam, per il più ampio settore della cooperazione e per gran parte delle persone bisognose che avevano fiducia in noi". Il numero 1 della ong, Mark Goldring, ha affermato di rispettare la decisione della sua vice. "Come noi anche lei è sconvolta per quello che è accaduto ed è determinata a fare il possibile affinché Oxfam e la sua gente continui a operare".

LO SCANDALO SI ALLARGA - Dopo le prime rivelazioni su Haiti, alcuni giornali britannici hanno fatto emergere altri scandali simili e comportamenti inappropriati da parte di funzionari di varie ong. Secondo il Sunday Times, nel 2017 Oxfam sarebbe stata coinvolta in ben 87 casi di comportamento improprio da parte dei suoi operatori, 20 dei quali sarebbero poi stati licenziati. La stessa testata denuncia anche 31 casi di abusi perpetrati da cooperanti di Save the Children, (solo 10 dei quali erano stati denunciati) e due nei quali era coinvolto personale di Christian Aid. A rincarare la dose arriva poi l'Observer, domenicale del Guardian, che svela oggi come altri operatori di Oxfam fossero stati pescati a frequentare prostitute, sfruttandone la miseria, già in Ciad nel 2006, sempre sotto laguida di Roland van Hauwermeiren, poi divenuto capo missione proprio ad Haiti.