Roma, 1 dicembre 2021 - È arrivato quel momento: discutere dell'obbligo vaccinale in Unione Europea, sopratutto visto che ci sono ancora circa "150 milioni" di individui che non hanno ricevuto la somministrazione anti-Covid. Mentre molti Paesi stanno già andando in questa direzione, a sottolineare la necessità di affrontare la questione a livello comunitario è Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione Ue in confernza stampa ha spiegato che sull'obbligatorietà o meno la competenza "è degli Stati membri, lo rispettiamo e non daremo raccomandazioni." Ma, ha aggiunto, "la mia posizione personale è che 2-3 anni fa non avrei pensato di vedere quello che vediamo oggi, questa pandemia orribile, vaccini che salvano vite che non sono usati adeguatamente ovunque. Se guardiamo ai numeri, abbiamo ora il 77% degli adulti vaccinati nell'Ue, e se prendiamo la popolazione totale è il 66%, il che significa che un terzo dei cittadini Ue non sono vaccinati. È troppo". In questo quadro, con la quarta ondata Covid che sta dilagando in tutt'Europa, "è comprensibile parlare dell'obbligo - ha dichiarato la presidente -, come possiamo incoraggiare i vaccini, e bisogna aprire un dibattito su un approccio comune Ue, di cui l'Ue ha bisogno".

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Von der Leyen ha poi fatto il punto sulla variante omicron (qui sintomi e vaccini), che continua a spaventare la maggior parte dei Paesi. "Ringrazio il Sudafrica per la velocità con cui ci hanno avvertiti", ha evidenziato la presidente della Commissione Ue, sottolineando che "ci hanno dato l'opportunità di agire velocemente. Ogni giorno conta in questa situazione". "L'Oms - ha spiegato - considera Omicron ad alto rischio, non conosciamo tutto di Omicron, ma sappiamo abbastanza da essere preoccupati. È una corsa contro il tempo", così come è stato per la variante Delta.

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Per conoscere la gravità, quindi, della nuova mutazione del virus, "ci vorranno due-tre settimane". In questo lasso di tempo "dobbiamo fare del nostro meglio in attesa di sapere tutto". Von der Leyen ha concluso ribadendo l'importanza della vaccinazione: "Entro la fine del primo trimestre del 2022 avremo 360 milioni di dosi di vaccino mRna da distribuire ai Paesi membri, sufficienti per tutti i vaccinati Ue per avere il loro booster, è una buona notizia". E a tal proposito, ha dichiarato la presidente, "Le dosi del vaccino Pfizer per i bambini saranno pronte dal 13 dicembre". Quindi, "La raccomandazione è vaccinatevi. Speriamo per il meglio, ma prepariamoci al peggio". 

Quando sapremo quanto è grave

Ecdc: "Priorità bimbi a rischio"

"I bambini di etaà compresa tra i 5 e gli 11 anni che rischiano di contrarre una forma grave di Covid-19 dovrebbero essere considerati un gruppo prioritario per la vaccinazione, come negli altri gruppi di età". E' la conclusione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) che ha pubblicato le sue 'Considerazioni provvisorie sulla salute pubblica per la vaccinazione contro il Covid-19 nei bambini'. Il documento è stato pubblicato a seguito della raccomandazione dell'Ema del 25 novembre scorso per concedere un'estensione per l'uso vaccino contro il Covid-19 per includere i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

"I tassi di ospedalizzazione e la percentuale di casi ospedalizzati con Covid-19 nei bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni sono aumentati, in linea con i casi in altri gruppi di eta', ma rimangono a livelli molto piu' bassi nei bambini rispetto agli adulti", si legge in una nota dell'Ecdc. Tuttavia, "anche i bambini senza fattori di rischio sono suscettibili di malattie gravi e di ospedalizzazione, quindi si potrebbe prendere in considerazione la vaccinazione di tutti i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, tenendo conto dell'epidemiologia SARS-CoV-2 a livello nazionale", hanno precisato gli esperti. In ogni caso, hanno aggiunto, "la vaccinazione dei bambini non può essere considerata un sostituto della vaccinazione degli adulti". "L'aumento del tasso di vaccinazione nella popolazione adulta ammissibile rimane la priorità principale delle campagne di vaccinazione contro il Covid-19", si precisa nel documento.

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Terze dosi e restrizioni: la comunicazione Ue

Gli Stati membri dell' Ue "dovrebbe dispiegare rapidamente le terze dosi" di vaccino anti Covid "per mantenere forti livelli di protezione contro il virus, inclusa la variante Omicron, partendo dai gruppi maggiormente vulnerabili". Lo sottolinea la Commissione Europea, in una comunicazione approvata oggi dal collegio a Bruxelles. In parallelo, raccomanda l'esecutivo comunitario, gli Stati membri dovrebbero "condurre nuove campagne mirate alle persone non vaccinate in tutti i gruppi di età eligibili, con strategie nazionali mirate a combattere l'esitazione a vaccinarsi".

Oltre na questo, restrizioni in vista per le vacanze di Natale in Europa. Secondo la Commissione Europea, infatti, "gli Stati membri dovrebbero mettere in atto precauzioni mirate e proporzionate per limitare la diffusione" del Coronavirus Sars CoV-2, "salvando vite e riducendo la pressione sui sistemi sanitari. Dev'essere assicurato un pieno coordinamento a livello Ue. L'arrivo della variante Omicron significa che dovrebbe essere posta un'attenzione particolare ad applicare e comunicare misure specifiche sui contatti durante il periodo di fine anno".