Roma, 8 novembre 2021 - "Il tempo sta scadendo: abbiamo fatto significativi progressi dall'accordo di Parigi ma dobbiamo fare di più" sia "collettivamente che individualmente". Barack Obama apre il suo intevento sul clima alla CoP26 a Glasgow non nascondendo preoccupazione: il mondo, sottolinea, non è "neanche lontanamente" dove dovrebbe essere. L'ex presidente Usa loda i giovani e la loro 'impazienza vitale', mentre accusa non solo il suo successore, Donald Trump, del ritardo degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico, ma anche Russia, Cina e India, sottolineando come sia "stato molto scoraggiante vedere i leader di due dei maggiori Paesi emettitori rifiutarsi persino di partecipare ai lavori".

Ma si scaglia proprio contro l'ex presidente Usa l'attivista ugandese Vanessa Nakate: "Gli Stati Uniti - scrive in un post su Twitter - hanno tradito le loro promesse, questo costerà perdite di vite umane in Africa". Mentre anche Greta Thunberg, reduce dall'aver animato nei giorni scorsi a Glasgow vaste manifestazioni di piazza contro i risultati giudicati finora deludenti della CoP26, torna a Stoccolma e snobba l'incontro con l'ex presidente americano. 

Il discorso di Obama alla Cop26

image

Protagonista sia della fallita conferenza Onu sul clima di Copenaghen, sia di quella parzialmente riuscita a Parigi nel 2015, Barack Obama a Glasgow loda i giovani: "Due anni fa Greta Thunberg ha ispirato migliaia di giovani" per la lotta al cambiamento climatico, "ora il mondo è pieno di Grete". L'ex presidente americano ha però ammonito che se "le proteste sono necessarie", per costruire le coalizioni necessarie "dobbiamo persuadere quelli che non sono d'accordo o che sono indifferenti". "Voglio che rimaniate arrabbiati, ma canalizzate questa rabbia, spingete sempre di più, questa è una maratona non uno sprint", ha proseguito Obama, sottolineando che "non si può più solo urlare o twittare contro, o creare problemi bloccando il traffico, dobbiamo ascoltare le obiezioni e la riluttanze della gente comune, comprendere la loro realtà e lavorare con loro in modo che azioni serie sul clima non abbiamo un impatto negativo su di loro".

L'ex leader della Casa Bianca non ha mancato di notare come negli anni trascorsi dall'appuntamento parigino diversi impegni siano rimasti sulla carta: "È importante riconoscere - ha osservato - come in questi 5 anni non si sia fatto abbastanza". E poi, dopo aver citato un detto hawaiano che invita a stare 'uniti per andare avanti', ha accusato il suo successore, Donald Trump, del ritardo degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico: "Alcuni dei nostri progressi si sono fermati quando il mio successore ha deciso di ritirarsi unilateralmente dall'Accordo di Parigi nel suo primo anno di mandato".

Vanessa Nakate contro l'ex presidente Usa

Vanessa Nakate

Ma è proprio l'ex presidente Obama a ricevere accuse dall'attivista Vanessa Nakate su Twitter: "Quando avevo 13 anni , nel 2009, avevi promesso 100 miliardi di dollari per finanziare la lotta al cambiamento climatico. Gli Stati Uniti hanno tradito le loro promesse, questo costerà perdite di vite umane in Africa". L'attivista ha postato un video sul social network datato 12 anni fa in cui l'allora presidente Obama interveniva alla Cop15 assicurando politiche per combattere il cambiamento climatico. "Il paese più ricco della Terra non contribuisce abbastanza ai fondi salvavita", ha aggiunto. Insistendo: "Tu vuoi incontrare i giovani della COP26. Noi vogliamo i fatti".

Greta Thumberg torna a Stoccolma

Nel frattempo, la promotrice dell'accusa di "bla bla bla" ai leader mondiali Greta Thunberg è già tornata a casa per non perdere troppi giorni di scuola. L'attivista svedese, reduce dall'aver animato nei giorni scorsi a Glasgow vaste manifestazioni di piazza contro i risultati - giudicati finora deludenti - della CoP26, ha lasciato la città scozzese nel weekend in treno, con una scelta ambientalista in aperto contrasto rispetto al ricorso massiccio dei leader presenti all'evento di aerei privati o di Stato, ed è ora a Stoccolma, come riportano i media britannici. In questo modo, ha peraltro snobbato la presenza in Scozia oggi di Obama, impegnato in una tavola rotonda organizzata dalla presidenza della CoP con alcuni rappresentanti del mondo giovanile, che hanno accettato di farsi coinvolgere e di dialogare con l'establishment. Al contrario dell'attivista svedese e del suo movimento, secondo cui la conferenza di Glasgow si sta configurando come "un fallimento" privo di impegni sufficientemente concreti o ravvicinati contro il surriscaldamento della Tera, come un esempio di "greenwashing" e come l'ennesima "celebrazione del business as usual e del bla bla bla".