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30 mar 2022

"Non mangiate o bevete coi russi". Da Nerone in poi il veleno come arma

I sintomi accusati da Abramovich e i timori di Kiev. In passato è stato lo strumento ideale per eliminare i nemici

30 mar 2022
franco cardini
Esteri
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Abramovich ai negoziati di Istanbul
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Abramovich ai negoziati di Istanbul

Agli inizi del I secolo dopo Cristo, lo storico Tito Livio riferisce un episodio che avrebbe avuto luogo nel 331 avanti Cristo, anno in cui molti personaggi di alto rango morirono misteriosamente; non si riusciva a venire a capo della ragione dei decessi fino a quando una schiava cominciò a parlare denunciando alcune matrone, nella cui case in effetti furono rinvenuti veleni. Alcune fra loro dichiararono che si trattava di medicamenti ma, costrette a berli, ne morirono; il processo che seguì lo scandalo condusse alla condanna a morte di 170 donne. Lo stesso Tito Livio si dice incerto se credere o meno a questa antica storia, ma comunque sia andata, mette in evidenza un dato certo: il mondo antico ha sviluppato un vero e proprio terrore per gli avvelenamenti. Il veleno può essere composto di sostanze semplici che inducono la morte, come quello che oggi si ritiene abbia assunto Cleopatra; la tradizione vuole infatti che si sia suicidata con il morso di un cobra, ma negli ultimi anni questa idea è stata messa in dubbio, perché si sarebbe trattato di una morte particolarmente crudele e dolorosa. Più probabile che sia ricorsa a un cocktail fatto di oppio, cicuta e aconito, nel quale il primo ha un effetto sedativo, il secondo paralizzante, il terzo propriamente tossico; akòniton in greco significa infatti "pianta velenosa" e la Medea del mito narrato da Ovidio si serve dell’aconito, ma per aggravare il quadro lo dice proveniente dalla Scizia, dove nasce dalla bava del cane mostruoso figlio di Echidna (che aveva corpo di donna e coda di serpente). E in effetti, spesso l’avvelenamento ha uno stretto rapporto con la dimensione magica del maleficio; non per niente le fonti latine usano spesso indistintamente le parole veneficium e maleficium, quasi indichino la stessa cosa: la capacità di nuocere ...

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