Stoccolma, 7 ottobre 2019 - Il Premio Nobel per la medicina 2019 è stato assegnato a Willian Kailin, Peter Radcliffe e Gress Semenza per gli studi sull'uso dell'ossigeno nelle cellule, in particolare in quelle tumorali.  L'annuncio è stato dato come ogni anno dal Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta via Internet e social network. Il prestigioso riconoscimento vale 9 milioni di corone svedesi (circa 830 mila euro).

Le scoperte dei tre scienziati "hanno stabilito le basi per la nostra comprensione di come i livelli di ossigeno influenzino il metabolismo cellulare e la funzione fisiologica", osserva la giuria del Premio motivando la scelta dei vincitori, e hanno "spianato la strada a nuove promettenti strategie per combattere l'anemia, il cancro e molte altre malattie". Animali e uomini hanno bisogno di ossigeno per trasformare il cibo in energia utile. Ma se "l'importanza fondamentale dell'ossigeno è nota da secoli, il modo in cui le cellule si adattano ai cambiamenti nei livelli di ossigeno è rimasto per molto tempo misterioso". Kaelin, Ratcliffe e Semenza lo hanno spiegato. 

Nobel medicina, chi sono i vincitori 

Sir Peter J. Ratcliffe, ha 65 anni, è nato in Gran Bretagna, a Lancashire nel 1954, ha studiato a Cambridge e poi si è specializzato in nefrologia a Oxford. Qui ha aperto a un gruppo di ricerca ed ha avuto una cattedra nel 1996. Attualmente dirige il Centro per la ricerca clinica dell'Istituto Francis Crick di Londra ed è membro dell'Istituto Ludwig per la ricerca sul cancro. Cruciali i suoi studi sulla regolazione dell'eritropoietina, l'ormone responsabile della stimolazione della produzione di globuli rossi, noto per essere attivato nelle cellule renali a seguito della deprivazione di ossigeno. Il lavoro del gruppo di Ratcliffe ha contribuito a scoprire una catena molecolare di eventi che le cellule usano per rilevare l'ossigeno, catena che viene interrotta nel caso di molti tumori con l'effetto di alimentare la crescita delle cellule cancerose. 

Gregg L. Semenza, americano di 63 anni, è nato a New York nel 1956 e ha studiato biologia ad Harvard e poi nell'Università della Pennsylvania. Si è specializzato in pediatria nella Duke University e dal 1999 insegna nella Johns Hopkins University, dove dal 2003 dirige il programma sulla ricerca vascolare. Semenza ha lavorato fin dai primi anni '90 con Ratcliffe studiando l'eritropoietin e, scoprendo nel 1995 l'enzima HIF-1 che consente alle cellule tumorali di adattarsi ad ambienti poveri di ossigeno. 

William G. Kaelin, 62 anni, nato anche lui a New York nel 1957 si è laureato alla Duke University, quindi si è specializzato in Medicina interna e oncologia nella Johns Hopkins University. Dal 2002 insegna a Harvard, dal 2008 vicedirettore del Dana-Farber/Harvard Cancer Center, dove ha studiato il ruolo delle mutazioni nei geni soppressori del tumore nello sviluppo del cancro. Ma le scoperte che gli sono valse il Nobel sono quelle sul rapporto tra gli enzimi cellulari e i livelli di ossigeno, che ha studiato nei casi di una forma di cancro nota come sindrome di von Hippel-Lindau (VHL).