Nizza (Francia), 30 ottobre 2020 - Brahim Aoussaoui, protagonista dell'attacco nella cattedrale di Nizza, aveva confessato al fratello, residente in Tunisia, di "voler passare la notte davanti alla basilica". La dichiarazione del fratello di Brahim Aoussaoui è stata riportata da Al Arabiya. Il tunisino di 21 anni aveva mandato al familiare una foto della cattedrale di Notre-Dame. La famiglia del killer ha confermato che la persona vista nelle immagini di Nizza "è lui, nostro figlio". La madre ha spiegato ad Al Arabiya che il figlio la aveva chiamata quando era arrivato in Francia. Un vicino di casa in Tunisia della famiglia ha invece detto che, prima di abbandonare il paese, Brahim Aoussaoui "aveva fatto diversi lavori".

Attacco a Nizza, fermato un uomo

Un uomo di 47 anni, sospettato di aver avuto contatti con Brahim Aoussaoui, è stato posto in stato di fermo ieri sera. Lo si apprende stamattina da fonti giudiziarie. Il tunisino continua ad essere in prognosi riservata in ospedale, dopo un'operazione subita ieri. Originario del villaggio di Sidi Omar Bouhajla, poi trasferitosi con la famiglia a Sfax, Aouissaoui era arrivato a bordo di un barchino a Lampedusa il 20 settembre scorso. Trasferito sulla nave Rapsody dove aveva fatto la quarantena, era sbarcato a Bari l'8 ottobre.

Attacco a Nizza, tutti condannano (a parole). Ma Erdogan soffia sul fuoco

I dettagli della strage

Emergono ulteriori dettagli dell'assalto a Notre-Dame. L'attentatore ha tagliato la gola a una donna di 60 anni vicino all'acqua benedetta all'ingresso della basilica, nel tentativo di decapitarla. Ha poi aggredito il sacrestano 54enne Vincent Loques che stava preparando il servizio per la prima messa del giorno. Infine ha ucciso a colpi di coltello la 44enne Simone Barreto Silva, di origini brasiliane. La mamma di tre figli la mamma era riuscita a fuggire, ferita, ma pochi minuti dopo, dopo essersi rifugiata dentro un bar, è morta. La donna, secondo i testimoni, prima di morire ha detto alle persone che le erano vicine "dite ai miei figli che li amo".

La polizia ha sparato 14 volte contro Aoussaoui che ha continuato a urlare "Dio è grande" e "Allahu Akbar" mentre veniva curato, ha spiegato il sindaco di Nizza, Christian Estrosi. Aoussaoui è arrivato nella città alle 6.30 del mattino alla stazione, si è cambiato d'abito velocemente, alle 8.30 è arrivato in chiesa dove ha sostato per mezz'ora prima di iniziare il suo attacco.