Nigeria, attacco alle chiese cattoliche (Ansa)
Nigeria, attacco alle chiese cattoliche (Ansa)

Abuja (Nigeria), 21 maggio 2021 - Un altro sacerdote cattolico ucciso in Nigeria. Ieri notte la parrocchia cattolica di San Vincenzo Ferrer a Malunfashi, nello stato nigeriano di Katsina, è stata attaccata da uomini armati, che hanno sequestrato due sacerdoti: don Joe Keke e don Alphonsus Bello. E  stamattina il corpo senza vita di don Alphonsus è stato trovato nel terreno attiguo alla Catechetical training school di Malunfashi, mentre non si sa nulla dell'anziano Joe Keke.

Chi sono i sacerdoti vittime degli attacchi

La notizia è resa nota dalla fondazione pontificia 'Aiuto alla Chiesa che Soffre', che specifica come la comunità cattolica locale è scossa e terrorizzata. Don Joe Keke, ultrasettantenne, dopo una vita di servizio pastorale come parroco, risiedeva nella chiesa, mentre la vittima, don Alphonsus Bello, trentenne, era l'attuale parroco. 
"Nel giro di pochi giorni sono stati inoltre rapiti altri tre sacerdoti. E dietro loro ci sono comunità di fedeli. Basta violenza! - è l'appello di Acs - Chiediamo nuovamente al governo di intervenire efficacemente per garantire la sicurezza dei fedeli e dei sacerdoti impegnati nel loro servizio pastorale".

 Il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro, dichiara:  "L'uccisione in Nigeria di don Alphonsus Bello, rappresenta l'ennesima barbara ferita inferta alla comunità cristiana locale. Questi giovani sacerdoti e le loro comunità di fedeli - sottolinea - chiedono solo sicurezza. Il governo di Muhammadu Buhari da anni non ascolta il grido di dolore e di aiuto proveniente dalla Chiesa nigeriana. Alziamo dunque la voce, anche a livello internazionale, affinché i cristiani in tutta la Nigeria possano vivere in pace". 

Il teatro dell'assalto

Il rapimento dei due sacerdoti, con l'uccisione del più giovane, è avvenuto nel Nord del Paese, da anni teatro delle scorrerie dei terroristi islamici legati soprattutto a Boko Haram ma anche ad altri gruppi. Ad essere nel mirino sono soprattutto i cristiani, tra l'altro presenti in maniera consistente nel Paese, ma anche quei musulmani apertamente critici verso queste forme di violenza fondamentalista. Sotto attacco anche militari e istituzioni. 
La Chiesa comunque continua a pagare il prezzo più alto e i rapimenti nell'area sono una sorta di 'industrià tanto che la Conferenza episcopale nigeriana è più volte intervenuta per chiedere di non pagare riscatti per evitare di alimentare questa spirale di violenza. Ma spesso i fedeli raccolgono spontaneamente offerte - riferiscono da Acs - per riavere i loro pastori nelle parrocchie.