A sinistra Mahamadou Issoufou, presidente uscente del Niger (Dire)
A sinistra Mahamadou Issoufou, presidente uscente del Niger (Dire)

Roma, 22 marzo 2021 - È di 137 morti il bilancio degli attacchi jihadisti messi a segno in Niger. Uomini armati ieri hanno preso d'assalto i villaggi di Intazayene, Bakorat e Akifaki, nella regione di Tahoua, provocando il peggiore massacro di matrice jihadista mai commesso nel Paese. Uomini armati sono arrivati in moto, hanno attaccato i tre villaggi vicino al confine con il Mali, sparando "a tutto ciò che si muoveva", ha detto un funzionario locale.

Il nuovo massacro di civili segna un ulteriore aggravamento delle condizioni di sicurezza nella zona di confine con il Mali, dove operano diversi gruppi terroristici, in particolare lo Stato islamico nel Grande Sahara. Una tensione che ha esacerbato i conflitti intercomunitari e la cui gestione costituirà una delle massime priorità del neo eletto capo di Stato Mohamed Bazoum.

"Trattando sistematicamente le popolazioni civili come obiettivi, questi banditi armati sono andati un passo avanti verso l'orrore e la brutalità" ha detto il portavoce del governo Zakaria Abdourahamane in una dichiarazione alla televisione pubblica. Il governo ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale. La nazione più povera del mondo, secondo le classifiche di sviluppo delle Nazioni Unite, è costretta anche a lottare con gli attacchi di jihadisti arrivati dal Mali e dalla Nigeria.