Nonostante tutto, Putin. Appannato ma sempre saldo al potere. Dopo tre giorni di voto online e nei seggi la partecipazione alle elezioni per la camera bassa del Parlamento russo e di 39 parlamenti regionali, è del 45% (simile al 47% del 2016). Secondo i dati preliminari comunicati dalla commissione elettorale e relativi al 12,2% dei seggi, Russia Unita, il partito di Putin, è data poco sopra al 40%, in forte calo rispetto al 54,2% del 2016, mentre i comunisti quasi raddoppiano e sono al 24,4% a fronte del 13,34%...

Nonostante tutto, Putin. Appannato ma sempre saldo al potere. Dopo tre giorni di voto online e nei seggi la partecipazione alle elezioni per la camera bassa del Parlamento russo e di 39 parlamenti regionali, è del 45% (simile al 47% del 2016). Secondo i dati preliminari comunicati dalla commissione elettorale e relativi al 12,2% dei seggi, Russia Unita, il partito di Putin, è data poco sopra al 40%, in forte calo rispetto al 54,2% del 2016, mentre i comunisti quasi raddoppiano e sono al 24,4% a fronte del 13,34% del 2016. Il Partito liberale democratico (destra nazionalista) di Zhirinovsky è al 9,3% (in calo dal 13,1%), il partito centrista Noviyje Njudi, “Nuovo popolo“ di Alexey Naciaev – formazione centrista pro Putin nata nel 2020 che potrebbe aver raccolto i voti di qualche sostenitore di Navalny, il grande oppositore di Putin al cui partito è stato vietato di partecipare alle elezioni – è al 7,59%. Russia Giusta, partito progressista pro governo, è invece attorno al al 6,6%.

Tutte le altre formazioni politiche – compreso Yabloko, il partito di area liberale più vicino alle posizioni di Navalny – non avrebbero superato lo sbarramento del 5%. Secondo gli exit poll dell’istituto Isomar Russia Unita è data in testa con 45,2% dei voti, seguito dal Partito comunista al 21% e dal Partito liberal-democratico di Russia all’8,7%. Considerando che 225 dei 450 seggi della Duma sono assegnati con il maggioritario, Russia Unita dovrebbe confermare la stragrande maggioranza (è già in testa in 130) dei 202 seggi vinti nel 2016 in queste circoscrizioni e 105-115 seggi (invece di 140) nel proporzionale. Quanto basta per avere la maggioranza: pur perdendo rispetto ai 345 seggi attuali potrebbe mantenere o sfiorare i due terzi (297 seggi) della Duma. Da notare comunque che due degli altri partiti che hanno superato lo sbarramento sono suoi alleati.

Coniugare il calo di popolarità senza precedenti del suo partito Russia Unita con la necessità di mantenere il potere a ogni costo la sfida di Putin. Il presidente l’ha risolta vietando la partecipazione al partito del suo più forte oppositore, Alexey Navalny, in carcere da gennaio, oltre al divieto di candidarsi per decine di candidati, di solito tra i più popolari, degli altri partiti di opposizione, bloccando sui social media la campagna “voto intelligente“ promossa da Navalny. Segnalazioni di irregolarità di voto da tutta la Russia. Ma le autorità respingono le accuse. Il capo della commissione elettorale ha detto che le critiche sono parte di "una campagna pianificata e deliberata, ben finanziata dall’estero". Tutto come previsto.