Roma, 2 febbraio 2021 - Aveva appena finito di disegnare un cuore sul vetro alla moglie, Yulia Navalnaya, quando è stata pronunciata la sentenza: 3 anni e mezzo di prigione ad Aleksey Navalny. Il blogger russo era stato messo sotto processo dopo essere rientrato a Mosca dalla Germania: il tribunale ha sostituito la condanna ai domiciliari con una vera e propria condanna, ma la decisione, precisano fonti, non è ancora entrata in vigore e le parti hanno dieci giorni per presentare ricorso. Intanto, il giudice ha riconosciuto uno "sconto" di un anno, considerando il tempo che l'oppositore ha già passato agli arresti domiciliari: Navalny dovrà così scontare in carcere due anni e cinque mesi. "Non essere triste, andrà tutto bene!", ha gridato l'oppositore alla moglie Yulia.

Davanti alla Corte, Navalny si era appellato alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e a una sua sentenza, per definirsi innocente: "Il caso su cui sono qui per qualche motivo, in questa strana gabbia, è completamente fabbricato", aveva dichiarato. Poi aveva spiegato: "L'essenza della questione è imprigionarmi in un caso in cui sono già stato dichiarato non colpevole e che è stato riconosciuto come fabbricato".

Dopo la sentenza, il team di Navalny ha invitato a una "protesta immediata a Mosca". "Non ci sono tribunali, giustizia, non c'è Stato. Oggi abbiamo assistito in diretta al suicidio dello Stato putiniano - ha scritto su Twitter uno dei più stretti collaboratori, Leonid Volkov -. Questo regno di bugie sarà sostituito da una nuova Russia. Sarà moldo difficile, ma necessario. E ce la possiamo fare, lo abbiamo visto con le manifestazioni del 23 e del 31 gennaio". 

"Venite subito alla piazza del Maneggio! Il nostro Paese è piombato nella più completa illegalità, dobbiamo opporci", si legge in un tweet postato dal Fondo anticorruzione. Durante la giornata la polizia aveva isolato l'area intorno al tribunale, dove sono state arrestate oltre 300 persone.

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Gran Bretagna

Il governo britannico di Boris Johnson ha chiesto "il rilascio immediato e senza condizioni" dell'oppositiore russo Alexey Navalny, dopo la sentenza di condanna emessa oggi a Mosca. In un messaggio firmato dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, Londra invoca anche la liberazione di "tutti i dimostranti pacifici e i giornalisti» arrestati in Russia nelle ultime settimane. "Il perverso verdetto di oggi - scrive Raab - prende di mira la vittima d'un avvelenamento invece dei responsabili e mostra come la Russia manchi di rispettare anche i più basilari impegni richiesti a qualsiasi membro responsabile della comunità internazionale".

Stati Uniti 

Stessa richiesta arriva dagli Stati Uniti. Il segretario di Stato americano, Tony Blinken, si è detto "preoccupato" per la sentenza di condanna e ha fatto sapere che gli Usa si coordineranno con gli alleati per valutare le forme con cui ritenere la Russia responsabile per quanto sta accadendo col caso Navalny, riferendosi anche alle migliaia di arresti degli ultimi giorni. 

Germania

Tra i primi a chiedere il rilascio dell'oppositore al governo di Putin c'è anche la Germania. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, su Twitter ha parlato di un "triste colpo allo Stato di diritto e alle liberta' fondamentali in Russia".

Ue

Al coro di coloro che chiedono la sua liberazione si unisce anche la Ue. "Ribadisco l'appello dell'Ue al rilascio immediato di Alexey Navalny. Non accettiamo la sua condanna: la giustizia non deve essere politicizzata", scrive il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. "I manifestanti hanno il diritto di manifestare pacificamente e di esprimere le loro opinioni politiche", aggiunge. "La condanna di Alexei Navalny va contro gli impegni internazionali della Russia in materia di stato di diritto e libertà fondamentali. Va contro il verdetto della Corte europea dei diritti dell'Uomo, che ha stabilito definito questo caso arbitrario e irragionevole. Chiedo il suo rilascio immediato", scrive anche l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Josep Borrell, che questa settimana sarà in visita ufficiale a Mosca dove incontrerà il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. Tweet rilanciato anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che scrive anche:  "Condanno la sentenza contro Alexei Navalny nei termini piu' duri possibili". 

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La replica di Mosca

Mosca, dal canto suo, denuncia come "ingerenze" le richieste occidentali di liberare il dissidente Alexei Navalny. Gli appelli dei Paesi occidentali sono "dissociati dalla realta'", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Non interferite negli affari interni di uno Stato sovrano", ha proseguito la portavoce, citata dalle agenzie russe, "raccomandiamo a tutti di occuparsi dei propri problemi".