Police stand on the site where the driver of a van (seen in picture) ploughed into a Christmas market injuring at least ten people before stabbing himself in the western French city of Nantes on December 22, 2014. AFP PHOTO / GEORGES GOBET
Police stand on the site where the driver of a van (seen in picture) ploughed into a Christmas market injuring at least ten people before stabbing himself in the western French city of Nantes on December 22, 2014. AFP PHOTO / GEORGES GOBET

Nantes, 22 dicembre 2014  - Nel centro di Nantes, Francia occidentale, un automobilista ha travolto un gruppo di pedoni che passeggiavano nel tradizionale mercato di Natale della place Royale, facendo undici di feriti, cinque sono in gravi condizioni. Testimoni hanno raccontato che il folle gridava "Allah Akbar". Ma il Procuratore di Nantes, Brigitte Lamy, si è affrettata a dire "non si tratta di terrorismo", per poi rivelare che il conducente "era conosciuto ai servizi", senza spiegare per cosa. Sul posto polizia e soccorritori hanno organizzato un perimetro di sicurezza. Secondo alcune testimonianze raccolte da Bfm Tv, l'uomo, alla guida di un furgoncino, si è poi pugnalato.

"Allah Akbar": secondo il sito internet del quotidiano Ouest-France, anche l'automobilista che si è schiantato a Nantes, avrebbe scandito lo slogan "Allah è grande". Ouest-France riporta la testimonianza di diverse persone presenti e un poliziotto. L'automobilista, ha puntato un piccolo chalet in cui veniva servito del vin brulé, circondato da diverse persone. 

Nantes, folle lancia furgone sulla folla ai mercatini di Natale (rEUTERS)

Tuttavia, secondo la France Presse, "per il momento, nessun testimone ha parlato di una rivendicazione di carattere religioso". L'uomo alla guida del furgone si è inferto "nove coltellate", ha riferito una fonte. 

Ieri a Digione un uomo alla guida di una macchina si era lanciato sulla folla al grido di 'Allah Akbar' ('Dio è grande'): secondo la procura per l'episodio di ieri a Digione non si è trattato di un attentato terroristico, ma il frutto dell'azione di un uomo che soffre di una "patologia psichiatrica".

IL PREMIER VALLS: SERVE SANGUE FREDDO E BUON SENSO - Il premier francese, Manuel Valls, lancia un appello al "sangue freddo" e al "buon senso": è quanto si legge in un comunicato diffuso dal governo francese dopo l'ultimo tragico episodio del camioncino che si è lanciato contro un mercatino di Natale a Nantes.

IL PROCURATORE: NON SI PUO' PARLARE DI TERRORISMO. MA ERA CONOSCIUTO AI SERVIZI - "Non si può parlare di un atto terroristico". Lo afferma il Procuratore di Nantes, Brigitte Lamy. "Non ci sono rivendicazioni particolari - prosegue il Procuratore - è stato un atto volontario" precisando però che "l'uomo era conosciuto ai servizi". Lamy ha aggiunto che il conducente è un uomo di 37 anni nato a Saintes, città nella Francia occidentale, a circa 240 chilometri a sud di Nantes.

HOLLANDE INVITA ALLA CALMA  - Il Presidente francese Francois Hollande ha invitato oggi il Consiglio dei Ministri "a non farsi prendere dal panico" dopo i tre episodi che potrebbero far pensare ad una escalation del terrorismo. "Siamo preoccupati per queste tragedie in serie" afferma il premier francesce Manuel Valls. Sabato a Joue-les-Tours un giovane 20enne, originario del Burundi e convertito all'Islam, ha accoltellato tre poliziotti. Domenica a Digione un uomo di 40 anni, di padre marocchino e madre algerina, più volte ricoverato in strutture psichiatriche, si è lanciato contro la folla al grido di 'Allah Akbar' causando 13 feriti. 

Poi l'episodio di stasera a Nantes. Sui fatti di Joue-les-Tours non ci sono dubbi, visto che l'aggressore, Bertrand Nzohabonayo, aveva collocato una bandiera dell'Isis sul suo profilo Facebook. A Digione, invece, le autorità riferiscono che "l'uomo soffre da tempo di una patologia psichiatrica grave". Il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, afferma che "l'obiettivo dei terroristi è la paura. La lotta contro la paura è la lotta contro il terrorismo".

L'Isis ha più volte minacciato attacchi contro la Francia. Il premier Valls ha reso noto che mille francesi sono coinvolti, in un modo o nell'altro, con lo jihad in Siria e Iraq, di cui 57 sono già morti. "Non abbiamo mai conosciuto un tale livello di pericolo da quando fronteggiamo il terrorismo" afferma Valls.

FRANCIA ESPOSTA  - Per il suo impegno contro lo 'Stato islamico' (Isis), la Francia - unico Paese europeo ad partecipare ai raid aerei nei cieli dell'Iraq insieme agli Usa - ha comunque già pagato un pesante tributo di sangue, con l'uccisione di Hervé Gourdel, l'alpinista rapito a settembre in Algeria e sgozzato da un gruppo di fondamentalisti affiliati all'Isis. A rendere la République particolarmente esposta, c'è poi la sua missione anti-jihad nel nord del Mali o la legge contro il divieto del velo nei luoghi pubblici. Prima comunità islamica d'Europa - con circa 5-6 milioni di musulmani - Parigi deve anche fare i conti con un esercito di connazionali, spesso indottrinati sul web, che cedono alle sirene della Guerra Santa. "Abbiamo oltre un migliaio di individui coinvolti dalla jihad in Siria o in Iraq, oltre trecento sono lì", ha avvertito il premier, invitando "tutta la società a reagire".