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7 apr 2022

Premio Nobel per la pace Muratov aggredito con vernice rossa in Russia

"Questo è per i nostri ragazzi", hanno urlato prima di lanciargli addosso la vernice

7 apr 2022
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Le foto postate su Telegram da Muratov
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Le foto postate su Telegram da Muratov

Roma, 7 aprile 2022  - "Muratov, questa è per i nostri ragazzi". Gridando queste parole alcune persone - non identificate - hanno aggredito il Nobel per la Pace russo Dmitry Muratov a bordo del treno Mosca-Samara, in Russia. Gli assalitori hanno lanciato contro Muratov vernice rossa, è stato lo stesso Nobel per la Pace a raccontare l'episodio sulla pagina Telegram della Novaya Gazeta. "Mi hanno lanciato addosso vernice con acetone nello scompartimento. I miei occhi bruciano terribilmente. C'è odore di petrolio in tutta la carrozza", ha scritto nel messaggio. A corredo una foto in cui appare completamente coperto di vernice rossa e un'altra dello scompartimento dove si trovava, anch'esso imbrattato.

Il 28 marzo il giornale indipendente russo di cui Muratov è direttore ha sospeso le pubblicazioni fino alla fine della guerra in Ucraina. Troppo pesanti le minacce subite, comprese quelle della legge russa sulla stampa: l'autorità delle telecomunicazioni russa Roskomnadzor ha inviato due avvertimenti ufficiali a Novaya Gazeta, a distanza di due settimane. L'ultimo il 28 marzo, quando Muratov ha annunciato lo stop. Pochi giorni dopo Amedia, il gruppo editoriale norvegese, ha deciso di lasciare la Russia e di affidare il controllo delle sue quattro tipografie nel Paese proprio al premio Nobel per la pace.

La linea di Muratov, vicino all'opposizione anti Putin, è stata subito di ferma condanna nei confronti dell'invasione russa in Ucraina. A inizio marzo il direttore di Novaya Gazeta aveva definito "reale" la minaccia nucleare di Mosca, sostenendo davanti al Parlamento europeo che Putin "fosse tentato di premere il bottone". Poche settimane fa un gesto eclatante, quando il giornalista aveva deciso di mettere all'asta il Premio Nobel per la Pace vinto nel 2021 insieme alla giornalista filippina Maria Ressa. Il ricavato andrà devoluto per sostenere il Fondo ucraino per i rifugiati.

 

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