Robert Mugabe presidente della UA (AFP)
Robert Mugabe presidente della UA (AFP)

Harare, 30 gennaio 2015  - Robert Mugabe, dal 1980 leader-padrone dello Zimbabwe, è il nuovo presidente di turno dell'Unione africana. Una nomina controversa, quella arrivata dai leader africani riuniti al vertice di Addis Abeba, perché, se Mugabe è acclamato da alcuni come un eroe rivoluzionario e anti-colonialista, Europa e Stati Uniti lo considerano un tiranno corrotto che calpesta i diritti umani. "Le nostre risorse devono appartenere solo all'Africa e a nessun altro, tranne coloro che invitiamo come amici", ha annunciato Mugabe, nel suo primo discorso nella nuova veste di leader nell'Ua. 

"Amici sì, ma mai più imperialisti e colonialisti", ha avvertito con un chiaro monito a quell'Occidente che lo ha messo al bando. Tra i primi compiti di Mugabe ci sarà quello di mettere a punto un contingente di 7.500 militari di 5 Paesi africani per combattere i miliziani islamici di Boko Haram che hanno costituito un 'califfato' nel nord della Nigeria e compiono ogni giorni sanguinosi attentati.

La nomina del leader 90enne è stata accolta da dure critiche da parte del Movimento per il cambiamento democratico dello Zimbabwe: "Mugabe ha ridotto in spazzatura la democrazia nel Paese e lui e il suo partito hanno distrutto l'economia dello Zimbabwe", ha accusato un portavoce del partito di opposizione, Obert Gutu, secondo il quale Mugabe "manca di legittimità politica per guidare un'Africa che avrebbe bisogno di consolidare la democrazia e il buon governo". 

Un punto di vista ampiamente condiviso, dietro le quinte, dai leader di Ue e Stati Uniti, dove Mugabe non può mettere piede, come previsto dalle sanzioni seguite alle accuse di brogli e violenze alle elezioni del 2002 e del 2008 nel Paese africano. Fonti delle cancellerie occidentali hanno sottolineato di non essere "entusiaste" della nomina di Mugabe, ma hanno spiegato che questo non sconvolgerà i rapporti con Unione africana. "Stiamo lavorando con l'Ua, a prescindere dal suo presidente", ha riferito una fonte diplomatica. Aditi Lalbahadur, analista del South African Institute of International Affairs, ha spiegato di non aspettarsi molti cambiamenti dalla guida di Mugabe e un diplomatico africano ha parlato di un "segnale non incoraggiante" e ha sottolineato che "lo stile di Mugabe, di uno solo al comando, appartiene a una passata generazione e non è più questa la dottrina africana". 

Mugabe è il leader più longevo d'Africa, ma anche il più controverso ed eccentrico: si paragonò a Gesù e ad Adolf Hitler, disse che "i gay sono peggio di cani e maiali" e che l'unico uomo bianco di cui ci si possa fidare è un "uomo bianco morto". Come molti rappresentanti dei partiti nazionalisti messi fuori legge durante il governo della minoranza bianca, Mugabe fu arrestato nel 1964 e trascorse 10 anni in carcere e in campi di prigionia. 

Liberato nel 1974, divenne il leader dell'Unione nazionale africana Zimbabwe (Zanu) e guidò la guerriglia contro la minoranza bianca. Le sanzioni economiche e la guerra costrinsero il primo ministro della Rhodesia indipendente, Ian Douglas Smith, a negoziare con il partito di Mugabe che giunse al potere alle elezioni del 1980. Il primo periodo alla guida dello Zimbabwe fu caratterizzato da segnali di riconciliazione, ma Mugabe mostrò presto il pugno di ferro nel sedare la rivolta della minoranza Ndebele. La sua 'Quinta Brigata' uccise 20mila dissidenti tra il 1982 e il 1986. E nel 2000 lanciò una campagna contro gli agricoltori bianchi, sequestrando le loro terre.