Fiori sul luogo in cui l'autista Philippe Monguillot è stato massacrato di botte (Ansa)
Fiori sul luogo in cui l'autista Philippe Monguillot è stato massacrato di botte (Ansa)

Bayonne (Francia), 10 luglio 2020 - Ha pagato con la vita la 'pretesa' di chiedere a tre passeggeri di mettersi la mascherina. E' morto oggi l'autista di bus aggredito domenica scorsa da un gruppo di giovani in un quartiere di Bayonne, nel Sud-Ovest della Francia. Botte mortali.

Philippe Monguillot, 59 anni, dopo la violenta aggressione era già in stato di morte cerebrale. "In accordo con i medici - ha riferito la famiglia - abbiamo deciso di lasciarlo andare in pace e non accanirci". 
Due ragazzi, di 22 e 23 anni, erano stati accusati di tentato omicidio e incarcerati: ora con la morte dell'uomo la loro posizione si aggrava. Oltre ai due arrestati, già noti alla polizia, altri due trentenni sono stati accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso. 
La brutale aggressione è avvenuta domenica scorsa a una fermata dell'autobus in un famoso quartiere di Bayonne. Monguillot è stato vittima di un assalto "estremamente violento" quando ha voluto controllare il biglietto di uno degli accusati e ha chiesto agli altri tre di indossare la mascherina, ha spiegato il vice procuratore di Bayonne, Marc Mariée. "E' scoppiata una furiosa lite. L'autista è stato spinto fuori dall'autobus. Lì due persone gli hanno dato calci e pugni violenti nella parte superiore del corpo e in particolare alla testa", aveva riferito martedì il magistrato in una conferenza stampa. 
I quattro uomini hanno lasciato l'autista "incosciente sul marciapiede" prima di fuggire per "rifugiarsi nell'appartamento di uno di loro". L'attacco ha suscitato forte sconcerto tra i colleghi dell'autista che hanno scioperato e hanno assicurato che non sarebbero tornati al lavoro "prima del funerale".