Morto un Principe non ce ne sarà un altro. "Filippo – dice da Londra Bill Emmott, giornalista e saggista, già direttore di 'The Economist’ – era una persona rispettata e per la quale tutti avevano grande affetto. Il rapporto lungo oltre sette decenni con la Regina lo aveva reso ancora più amato dagli inglesi e fatto entrare nella storia. Mancherà a un Regno che rischia di non essere più troppo Unito". Regina Elisabetta: "Filippo, mia forza. Tutti in debito con lui" Emmott, state dando una grande prova con i vaccini e lei ha dubbi sul suo Paese? "Sì, i vaccini sono stati un successo che è servito come...

Morto un Principe non ce ne sarà un altro. "Filippo – dice da Londra Bill Emmott, giornalista e saggista, già direttore di 'The Economist’ – era una persona rispettata e per la quale tutti avevano grande affetto. Il rapporto lungo oltre sette decenni con la Regina lo aveva reso ancora più amato dagli inglesi e fatto entrare nella storia. Mancherà a un Regno che rischia di non essere più troppo Unito".

Regina Elisabetta: "Filippo, mia forza. Tutti in debito con lui"

Emmott, state dando una grande prova con i vaccini e lei ha dubbi sul suo Paese?

"Sì, i vaccini sono stati un successo che è servito come prova di un nazionalismo molto forte. I vaccini sono inglesi. La campagna sulla somministrazione ha riscattato il governo Johnson che non aveva dato bella prova di sé nella prima parte della pandemia".

Che cosa era successo?

"Erano state fatte comunicazioni molto confuse e inconsistenti. Così la gente non aveva capito molto di quello che stava accadendo e il contagio si era sviluppato in modo abnorme. Quando la crisi sanitaria è diventata insostenibile, dallo scorso dicembre, c’è stato il cambio di passo e i vaccini creati qui hanno dato una scossa positiva. Adesso ci sono pochi morti rispetto all’Italia, ma è stata dura".

Un Paese, il vostro, che prima litiga e poi si compatta, come per esempio sulla Brexit…

"Calma, non è così. Forse fuori dai nostri confini si dà una certa immagine, ma il fuoco cova sotto la cenere e non sono tutte rose e fiori".

Si spieghi meglio, che cosa sta accadendo al Regno Unito?

"La Scozia vuole in gran parte la secessione per staccarsi da Londra e rimanere con l’Europa. Il voto per il loro Parlamento sarà in questo senso un referendum nel quale proprio la Brexit è messa sotto accusa. Ma non è la questione scozzese che mi preoccupa di più".

Addirittura esiste una maggiore preoccupazione interna?

"Sì, ed è Belfast. Anche in questo caso a scuotere l’Irlanda del Nord è il dopo Brexit, soprattutto i rapporti di confine con la Repubblica d’Irlanda, situazione che non vede d’accordo la maggioranza della popolazione. Sono ricominciati preoccupanti segnali di disagio e contrasto sociale. Spero proprio che non si torni ai disordini di quella che è stata una vera e propria guerra civile. Prego che i segnali che vengono da là non portino a qualcosa di non più rimediabile. Non abbiano bisogno di morti". Allora ci voleva proprio il Covid per fare sbollire qualche situazione…

"Il Covid è qualcosa che è venuto da fuori, non è il governo che lo ha deciso… Per combatterlo ci è voluto anche troppo tempo".

Rimane la Corona. Quella è solida?

"Elisabetta è amata da tutti i sudditi e il dolore per Filippo ha riunito gli inglesi, non so se funzionerà anche per il Regno Unito".

"Il principe Filippo voleva morire nel suo letto"

La vicenda di Harry può influire su questo futuro?

"Lui e Meghan hanno scelto una vita più privata lasciando da parte il sentimento familiare e preferendo essere pop star. E gli inglesi se ne sono fatti una ragione".

Harry pronto a volare a Londra. Royal family chiusa nel suo dolore